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Tamberi, Furlani, Pellegrini e persino Bargnani: tutti contro Gravina. Cosa si nasconde dietro la gaffe da "dilettante"

Le parole di Gabriele Gravina dopo il disastro dell’Italia nelle qualificazioni Mondiali hanno fatto arrabbiare praticamente tutti: ma quali erano le reali intenzioni del numero uno della FIGC

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Gabriele Gravina è riuscito in un’impresa quasi impossibile: ha riunito tutto il mondo dello sport contro di lui. Dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia e la mancata qualificazione (la terza di fila) al Mondiale, il presidente della FIGC è riuscito a complicare ancora la sua posizione: contro di lui non solo gli appassionati di calcio, ma praticamente un’Olimpiade intera di atleti ed ex atleti.

I dilettanti allo sbaraglio di Tamberi

Sui social l’assalto al Gravina dura praticamente ininterrotto dal momento della sua infelice conferenza. Uno degli ultimi ad aggiungersi alla lista è il capitano della nazionale di atletica Gianmarco Tamberi che sulla sua pagina Instagram ha postato l’immagine (realizzata con l’AI) di una nazionale di calcio alternativa. A farne pare sono protagonisti di altri sporti a cominciare ovviamente da Gimbo ma passando per Sinner, Antonelli, Marcell Jacobs, Federica Brignone e altri.

Da Gimbo a Mattia Furlani, il giovane saltatore azzurro è stato anche lui durissimo nei confronti del presidente della Figc: “E’ un discorso che ammazza i valori dello sport italiano. Mi batterò sempre solo tramite i risultati ma anche mostrando qui sui social cosa c’è dietro lo sport e il lavoro con un investimento di 15 anni che ho fatto con la mia famiglia su metodi di lavoro, studio e passione. Perché è questa la professione, non si dichiara certo sputando sul lavoro altrui”.

L’attacco di Pellegrini e Paltrinieri

Dall’atletica al nuoto, anche Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri hanno preso la parola per rispondere alle frasi di Gravina dopo il match tra Bosnia e Italia: “Quando perdo penso a me stesso – dice Greg – e faccio un’analisi di quello che sbaglio io, senza buttare in mezzo altri. Secondo me è un’arma a doppio taglio, ti va poi contro. Il senso della discussione è cercare di trovare un modo per far migliorare il calcio italiano”. Mentre “La Divina” si è limitata a riportare il messaggio della campionessa di pugilato Irma Testa: “I veri professionisti siamo noi”.

Bargnani: l’uscita che non ti aspetti

Riportare tutti i commenti alle parole degli atleti è di fatto impossibile. Le dichiarazioni in conferenza stampa dopo la debacle azzurra hanno fatto arrabbiare davvero tutti al punto da scatenare anche la reazione di uno che si tiene sempre il più lontano possibile dai microfoni come Andrea Bargnani. Ma evidentemente il presidente della FIGC è riuscito a toccare anche le corde (sbagliate) del Mago: “La serie A ha chiuso l’esercizio con un buco da oltre mezzo miliardo di euro quindi mi verrebbe da chiedere: quando, come e dove si manifesta questo professionismo? Io ho giocato in NBA, la lega più professionistica al mondo, ma non mi sono mai sentito più professionista di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno”.

L’ex cestista prosegue: “Una regola non scritta dello sport dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio ma dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2000 euro alle Fiamme Oro non cambia il livello di professionismo”.

Cosa voleva dire davvero Gravina

Le parole sono lì, nei video e nei numerosi articoli che hanno seguito la conferenza stampa congiunta del presidente FIGC, Gabriele Gravina, del ct Gattuso e del team manager Gigi Buffon. Ma cosa voleva davvero dire il presidente quando parla del dilettantismo negli altri sport? Non c’è dubbio che quello di Gravina sia stato uno scivolone clamoroso, in un momento del genere lasciarsi andare sul confronto con altri sport e finendo anche per sminuirli era l’ultima cosa da fare. Non che sia un alibi per Gravina ma la sensazione è che dietro le sue parole, confuse e surreali, ci fosse la volontà di provare a comunicare (male) le difficoltà che la Federazione sta trovando nel provare a portare riforme nel mondo del calcio. E’ evidente che il confronto con la Lega e con i club sia molto complicato, non va meglio nel rapporto con la politica, e di certo Uefa e Fifa non consentono molti margini di manovra. Gravina ha parlato di un movimento “ingessato” a testimoniare la difficoltà nel provare a cambiare direzione.

L’errore, clamoroso, è stato però quello di tirare in ballo altri sport, di parlare di un dilettantismo che di fatto non esiste e soprattutto di sminuire il ruolo che le forze dell’ordine occupano per la promozione dello sport nel nostro paese (questo tralasciando la clamorosa gaffe su Arianna Fontana). In quei pochi minuti sono emerse tutte le difficoltà di Gravina che da presidente della FIGC invece che fare mea culpa, ha intrapreso la strada peggiore possibile. E ha fatto arrabbiare persino Bargnani.

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