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Toni Nadal sminuisce Sinner: "Contento dell'infortunio di Alcaraz, per lui è più facile vincere titoli"

La certezza del super coach spagnolo: "Solo Carlos può batterlo. Jannik straordinario, ma il livello medio degli altri tennisti si è abbassato notevolmente".

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Ci fosse stata una musichetta ad accompagnare il suo intervento a Radioestadio, popolare trasmissione radiofonica spagnola, sarebbe stata quella di una celebre pubblicità di qualche tempo fa: “Bongi bongi bo bo bo”. Perché il concetto di fondo espresso da Toni Nadal a proposito dei recenti successi in serie di Jannik Sinner è: “Ti piace vincere facile?”. Secondo lo zio di Rafa, uno dei coach più vincenti e apprezzati del panorama internazionale, il rosso di San Candido sta facendo indubbiamente grandi cose. Sta trovando la strada spianata, però, da due circostanze che – secondo lui – lo hanno favorito.

L’assenza di Alcaraz e la strada spianata per Sinner

In primis, l’assenza di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, numero 2 della classifica ATP proprio alle spalle di Jannik, è fermo a box da inizio aprile a causa dell’infortunio al polso rimediato a Barcellona, pochi giorni dopo la sconfitta contro Sinner nella “finale delle finali” di Montecarlo. Da allora ha saltato Madrid, Roma e mancherà pure a Parigi. Forse addirittura potrebbe dare forfait anche a Wimbledon. “Nessuno è contento dell’infortunio di un giocatore – ha specifiato Toni Nadal – ma quando non partecipa il tuo avversario la verità è che sei contento ed è anche normale che sia così. Senza Alcaraz aumentano le possibilità di vittoria per tutti“.

Toni Nadal e i tennisti di oggi: “Livello medio più basso”

Non solo Alcaraz, comunque. A rendere più facile la vita al campione italiano è anche il livello medio degli altri tennisti, soprattutto di quelli che stazionano abitualmente in top ten. Tutti molto incostanti, poco continui, poco in grado di piazzare exploit. “All’epoca dei Big Three c’erano Ferrer, Berdych, Del Potro, Murray. Tutti giocatori che non hanno mai smesso di lottare nelle partite contro Djokovic, Federer o Nadal“. Il livello generale, insomma, si è abbassato e per i Big Two di oggi, Sinner e Alcaraz, ci sono meno insidie: “Proprio così, ora questo aspetto si è un po’ perso”. In Spagna, peraltro, si discute ancora dell’atteggiamento di Sascha Zverev, che prima della finale di Madrid sembrava quasi ‘battuto in partenza’.

L’ammissione di zio Toni: “Sinner più continuo di Alcaraz”

Quindi un parallelo tra Sinner e Alcaraz, col primo che potrebbe essere paragonato a un campione di ciclismo da corse a tappe e il secondo a uno specialista delle corse di un giorno: “Jannik non è brillante come Carlos, ma è più costante e ha tutto“. Ed è proprio questa continuità di rendimento, questa capacità di essere sempre sul pezzo in ogni circostanza, su ogni superficie e in qualsiasi condizione, a rendere Sinner il numero 1. Certo, il fatto che non ci sia Carlos in questo frangente a tentare di contrastarlo gli agevola il compito: “Sta diventando sempre più difficile battere Sinner, avere la possibilità di metterlo in difficoltà. Ma quello che sta facendo Jannik è straordinario”.

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