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Totò Schillaci, dalla Serie B ai Mondiali d'Italia: le notti magiche di un eroe tanto improbabile quanto romantico

Da ultimo nelle gerarchie a capocannoniere del torneo: la pazzesca parabola di Totò Schillaci al Mondiale del 1990 in Italia

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Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, soprattutto calcio, basket e motociclismo, divoro film come fossero noccioline. Ho una assolutamente sana ossessione per le pellicole di Quentin Tarantino. Nel tempo libero mi fingo musicista.

Immaginate di avere 25 anni, di aver giocato praticamente tutta la carriera nelle serie inferiori e di ritrovarvi, all’improvviso, convocati per il Mondiale, per di più a casa vostra. Sembra l’inizio di una favola. E, per certi versi, per Salvatore Schillaci, detto Totò, lo fu davvero. Nato a Palermo, Schillaci muove i primi passi nel calcio professionistico con il Messina, in cui passa sette stagioni contribuendo alla doppia promozione del club fino alla Serie B. Nel 1988-89 esplode definitivamente, portandosi a casa il titolo di capocannoniere della Serie B e guadagnandosi la chiamata della Juventus.

Ma è a Italia ’90 che Totò Schillaci diventa leggenda: nel video, dopo una breve pubblicità, trovate tutta la sua pazzesca storia.

Totò Schillaci, dalla Serie B ai Mondiali d'Italia: le notti magiche di un eroe tanto improbabile quanto romantico AnsaFoto

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