“Si è comportato da idiota”. Roberto De Zerbi subisce un durissimo e inaspettato attacco dal ct del Canada. Mentre è impegnato nella delicata lotta salvezza alla guida del Tottenham, tornano a riaffiorare anche i fantasmi dell’esperienza a Marsiglia. Ma l’ultima polemica è davvero inattesa. Diplomazia zero: in un’intervista a CBS Sports Golazo America, Jesse Marsch ha usato toni tutt’altro che morbidi nei confronti dell’allenatore italiano, puntando il dito sulla rissa quasi sfiorata con Ismaël Koné. Il centrocampista, scaricato dall’OM, si è poi imposto con la maglia del Sassuolo e, oggi, ha catturato l’attenzione di Inter, Milan e Juventus.
- De Zerbi, le accuse del ct del Canada per il caso Koné
- R sfiorata con De Zerbi-Koné: cosa successe
- Non c’è pace per l'allenatore italiano: quante grane
De Zerbi, le accuse del ct del Canada per il caso Koné
Marsch è tornato sul caso Koné-De Zerbi, prendendo le difese del centrocampista che sarà uno dei punti di forza del Canada ai prossimi Mondiali. “Non è stato facile per lui con De Zerbi a Marsiglia. De Zerbi si è comportato da vero stro**o con lui, ma lui è sempre stato forte. Non ha mai dubitato di se stesso. Ha trovato un nuovo ambiente e oggi sta avendo successo”.
Non soddisfatto, l’ex allenatore del Leeds ha poi ribadito il concetto: “Ripeto: De Zerbi è stato un vero stro**o con lui. Koné si è trasferito in Italia per giocare in una squadra neopromossa in un campionato molto organizzato e ha ricoperto un ruolo incredibilmente importante per la sua squadra”.
R sfiorata con De Zerbi-Koné: cosa successe
Era l’agosto del 2025 quando De Zerbi, esasperato da Koné, affrontò il centrocampista a muso duro. Il caso fece rapidamente il giro del web, anche perché venne pubblicato su YouTube dallo stesso Marsiglia all’interno di una serie dedicata alla stagione del club. Per evitare che la situazione sfociasse in rissa intervennero diversi compagni di squadra e anche il ds Medhi Benatia, ex difensore della Juventus.
A gennaio il centrocampista canadese fu ceduto in prestito al Rennes, mentre in estate è poi approdato al Sassuolo con la formula del prestito con diritto di riscatto. Un’opzione che i neroverdi hanno successivamente esercitato a febbraio, blindando il giocatore con una clausola rescissoria fissata a 35 milioni di euro. Con i suoi 5 gol in campionato in 26 presenze, Koné è stato uno dei protagonisti dell’ottima stagione fin qui disputata dalla squadra di Fabio Grosso.
Non c’è pace per l’allenatore italiano: quante grane
Per il tecnico lombardo non sembra esserci davvero pace. Il caso Koné, la violenta rissa nello spogliatoio tra Rabiot e Rowe a inizio stagione che portò all’addio di entrambi, l’harakiri in Champions League, fino all’addio al Marsiglia tra veleni e polemiche dopo il 5-0 subito dal PSG nel Classique: una serie di episodi che hanno segnato profondamente la sua esperienza francese.
E non è andata meglio al Tottenham. Il suo arrivo a Londra è stato accompagnato da pesanti proteste legate anche alle sue parole di sostegno a Greenwood, suo ex giocatore all’OM, finito al centro di accuse in Inghilterra per tentato stupro e aggressione. Anche l’ultima vittoria in Premier League sul campo dell’Aston Villa, grazie alla quale gli Spurs hanno scavalcato il West Ham abbandonando la zona retrocessione, ha finito per scatenare la bufera. In realtà, però, le critiche dei tifosi degli Hammers si sono concentrate soprattutto su Unai Emery, accusato di aver schierato una formazione imbottita di riserve in vista della semifinale di ritorno di Europa League contro il Nottingham Forest.
