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Tour de France 2026: tanta montagna e pochi sprint, tavola imbandita per Pogacar e Vingegaard

Presentato il Tour 2026, che come previsto si presenta piuttosto duro con oltre 54.000 metri di dislivello. Poche crono, pochi sprint, tante salite: Pogacar logico favorito

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La cronosquadre di Barcellona come incipit, il ritorno dell’Alpe d’Huez (due volte arrivo di tappa) come ciliegina sulla torta. Quella più remunerativa di tutte, perché il Tour de France rimane per distacco la corsa ciclistica più ricca al mondo, e che ricchi fa soprattutto coloro che la corrono e (pochi, ma sempre buoni) la vincono. Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard ne hanno fatto una questione personale: si sono spartiti le ultime 6 edizioni, tutte quelle della decade ancora in corsa, e salvo sorprese saranno ancora loro a giocarsi quella 2026, presentata ufficialmente in mattinata dopo che qualche spoiler non era mancato nei giorni scorsi.

Cronosquadre e non solo: tanta salita nella prima settimana

Barcellona ospiterà la grand depart 2026, dopo che il ritiro (di fatto) del munifico sponsor Israel ha fatto si che l’idea di rinunciare a organizzare le prime tappe è stata ritrattata all’istante (la Catalogna, pensando anche a quanto accaduto all’ultima Vuelta, aveva dato l’ultimatum ad ASO: con la Israel ancora un gioco, addio soldi e addio tappe).

La scelta di partire con una cronosquadre di 19 chilometri è abbastanza rara, tanto che mancava dal 2019, ultimo anno prima dell’era Pogacar-Vingegaard (e ultimo del dominio Ineos-Sky: quell’anno vinse Bernal dopo i precedenti 6 trionfi raccolti da Froome, Thomas e Wiggins, con l’unica eccezione di Nibali nel 2014): si arriverà alla collinetta di Montjuic, passando davanti la Sagrada Familia, con un tratto che verrò ripetuto anche nell’arrivo della seconda tappa, stavolta però in linea.

I velocisti dovranno mettersi l’anima in pace: quest’anno nessuno di loro indosserà la maglia gialla, anche perché nella prima settimana si salirà subito sui Pirenei con gli arrivi a Les Angles, Foix, Pau e soprattutto a Gavarnie-Gèdre. Se Bordeaux e Bergerac saranno arrivi adatti alle ruote veloci, sul Massiccio Centrale si tornerà a dare spazio a cacciatori di tappe e scalatori, con la seconda settimana che prevede le ascese al Grand Ballon e Ballon d’Alsace che potrebbero già scrivere distacchi importanti in classifica.

Il gran ritorno dell’Alpe d’Huez, due volte arrivo di tappa

L’ultima settimana, come previsto, sarà concentrata sull’arco alpino. La tappa di Plateau de Solaison avrà oltre 4.000 metri di dislivello (si scala anche la Croisette) e precederà l’unica cronometro individuale, preludio al gran finale con gli arrivi a Boiron, Orcieres-Merlette e soprattutto sull’Alpe d’Huez, che torna dopo 4 anni e si presenta con ben due arrivi di tappa, la prima delle quali decisamente atipica (128 chilometri, ma con ben 4 GPM).

La tappa regina, l’ultima alpina, presenta 5.600 metri di dislivello con Telegraphe, Galibier e Sarenne prima dell’ultima scalata all’Alpe d’Huez, ma da un versante differente rispetto a quello del giorno precedente. Passerella finale a Parigi, ma con Montmartre e dunque zero chance per i velocisti. Insomma, un Tour piuttosto duro, con 54.000 metri di dislivello e una costante chiara prima ancora di cominciare: sarà ancora Tadej contro Jonas. E tutti gli altri a lottare per il terzo posto.

Tour 2026, le 21 tappe: gran finale sugli Champs-Elysées

Tappa 1 (04/07): Barcellona – Barcellona (19,7 km – cronosquadre)
Tappa 2 (05/07): Tarragona – Barcellona (178 km)
Tappa 3 (06/07): Granollers – Les Angles (196 km)
Tappa 4 (07/07): Carcassonne – Foix (182 km)
Tappa 5 (08/07): Lannemezan – Pau (158 km)
Tappa 6 (09/07): Pau – Gavarnie-Gèdre (186 km)
Tappa 7 (10/07): Hagetmau – Bordeaux (175 km)
Tappa 8 (11/07): Périguex – Bergerac (182 km)
Tappa 9 (12/07): Malemort – Ussel (185 km)
Riposo
Tappa 10 (14/07): Aurillac – Le Lioran (167 km)
Tappa 11 (15/07): Vichy – Nevers (161 km)
Tappa 12 (16/07): Magny-Cours – Chalon-sur-Saône (181 km)
Tappa 13 (17/07): Dole – Belfort (205 km)
Tappa 14 (18/07): Mulhouse – Le Markstein (155 km)
Tappa 15 (19/07): Champagnole – Plateau de Solaison (184 km)
Riposo
Tappa 16 (21/07): Thonon-les-Bains – Evian-les-Bains (26 km, crono)
Tappa 17 (22/07): Chambery – Voiron (175 km)
Tappa 18 (23/07): Voiron – Orcières-Merlette (185 km)
Tappa 19 (24/07): Gap – Alpe d’Huez (128 km)
Tappa 20 (25/07): Le Bourg d’Oisans – Alpe d’Huez (171 km)
Tappa 21 (26/07): Thoiry – Parigi Champs-Elysées (130 km)

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