Virgilio Sport

“Intimidatorio e fuori luogo”, al Tour de France femminile scoppia lo scandalo: un uomo controlla i reggiseni delle atlete

Nella prova femminile della Grande Boucle a far discutere sono le accuse riguardanti il reggiseno delle atlete, una misura più grande darebbe vantaggi ma i controlli dell’UCI fanno discutere

3 min di lettura

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Al Tour de France si parla ancora di doping, ma stavolta a differenza di quanto accaduto nella corsa maschile a finire sotto la lente di ingrandimento non sono dei presunti farmaci vietati ma dei reggiseni. L’ultimo caso del ciclismo femminile riguarda il doping aerodinamico con un controllo prima della cronometro che ha scatenato un’ondata di polemiche.

I controlli prima della cronometro

Le polemiche erano cominciate sin dalla prima tappa ma quando è arrivato l’appuntamento dedicato alla prova contro il tempo, sono arrivati anche i controlli. Al Tour de France negli ultimi giorni non si è parlato solo delle prestazioni delle atlete in gara ma anche di altro, e nel caso specifico di reggiseni. Nei giorni scorsi invece era venuto a galla un piccolo allarme, alcune atlete avrebbero usato dei reggiseni imbottiti per riuscire ad avere una aerodinamica migliore. E prima della cronometro sono arrivati i controlli da parte dell’UCI. Il regolamento dell’Unione Ciclistica Internazionale parla chiaro visto che l’abbigliamento deve avere “esclusivamente la funzione di vestire l’atleta e non può migliorare la forma del corpo al fine di ottenere benefici aerodinamici”. Ogni forma di schiuma o imbottitura sul petto è dunque vietato perché considerato come “doping aerodinamico”.

I controlli li fa un uomo: è polemica

Per l’occasione l’UCI ha predisposto due tipi di controlli: il primo riservato alle atlete più “attenzionate”, quelle accusate di aver usato dei reggiseni imbottiti e per loro c’era una tenda chiusa e privata con il controllo fatto da una donna, per tutte la altre invece l’ispezione avviene all’aperto e la effettua un uomo. Nella prima tenda però non è stata chiamata nessuna delle cicliste, tutte le partecipanti alla cronometro di ieri sono state “analizzate” da un uomo che ha chiesto a molte di loro di aprire la maglia. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo e che ha scatenato polemiche infinite. Di sicuro non è stato il modo migliore di gestire la situazione anche se alla vigilia l’UCI aveva assicurato che i controlli sarebbero stati fatti in “modo professionali e rispettoso” anche se le immagini emerse raccontano una storia diversa. Perplessità anche tra le atlete ai lavori con l’ex ciclista belga Ine Beyen che ha dichiarato: “Lo trovo intimidatorio e fuori luogo”.

Vince Reusser e nessuna ha barato

Paradossalmente a finire in secondo piano sono state le prestazioni delle atlete. Lo scandalo “reggiseni” ha messo in secondo piano la grande vittoria di Marlen Reusser che era la grande favorita alla vigilia e che non ha disatteso alle aspettative. Al secondo posto si è piazzata l’olandese Lieke Nooijen e al terzo Demi Vollering. L’Italia prova ad aggrapparsi alla prestazione di Elisa Longo Borghini che chiude la gara al decimo posto ma sale al quinto in classifica generale. E giusto per la cronaca, nessuna delle atlete aveva barato.

“Intimidatorio e fuori luogo”, al Tour de France femminile scoppia lo scandalo: un uomo controlla i reggiseni delle atlete Getty

Leggi anche:

Gioielleria Delfino

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...