E’ tutto pronto per l’edizione numero 113 del Tour de France che prenderà il via domani 4 luglio da Barcellona. La corsa a tappe più importante del calendario del ciclismo però comincia con tante preoccupazioni. La vigilia è particolarmente tesa, i separatisti catalani hanno già annunciato proteste mentre dalla settimana prossima potrebbe tornare a essere protagonista un caldo da record. E c’è chi se la prende con la UAE e con Tadej Pogacar.
- Vigilia di tensione a Barcellona: cosa succederà
- Tour de France: le misure speciali contro il caldo
- Pogacar e UAE: la richiesta di sospensione
Vigilia di tensione a Barcellona: cosa succederà
La Spagna è stata protagonista di uno dei momenti più difficili per il mondo del ciclismo. L’edizione 2025 della Vuelta è stata infatti contrassegnata dalle proteste furenti per la presenza in gruppo di una squadra israeliana e le continue manifestazioni pro Palestina hanno avuto un grande impatto sulla corsa a tappe iberica. Tante frazioni sono state accorciate o hanno subito delle modifiche per il rischio sicurezza. Il Tour avrà il suoi Grand Depart proprio dalla Spagna, anzi più in particolare dalla Catalunya e da Barcellona. Ma a minacciare la tranquillità delle prime tre trappe sono arrivati i proclami delle organizzazioni indipendentiste catalane che hanno annunciato una serie di manifestazioni nel primo weekend di corsa. Le autorità hanno già attivato un piano di sicurezza che prevede un dispiegamento massiccio delle forze dell’ordine e l’attenzione resta altissima.
Tour de France: le misure speciali contro il caldo
Una settimana da caldo infernale, poi una ancora per respirare ma in Francia dal prossimo lunedì si teme un nuovo straordinario rialzo delle temperature. La “canicule” sembra essere una delle fonti di preoccupazioni per gli organizzatori del Tour de France che hanno già messo in atto una serie di misure per provare a combattere l’innalzamento delle temperature: “Abbiamo esteso le aree in cui è possibile per i corridori fare rifornimento. Da tempo abbiamo motociclette che portano bevande fresche ai corridori”, spiega il direttore tecnico Thierry Gouvenou. Ma non ci saranno spostamenti di orari come ha affermato categoricamente Christian Prudhomme: “Impossibile spostare l’orario delle tappe alla primissima mattina o al tardo pomeriggio. Ci sono 28mila persone coinvolte e le strade non sono sempre a nostra disposizione. Possiamo accorciare il percorso di circa 15 km in alcune frazioni o partire mezz’ora prima ma niente più di questo”.
Pogacar e UAE: la richiesta di sospensione
Il Tour de France come tutti i grandissimi eventi sportivi finisce per avere un’attenzione che travalica i confini dello sport stesso. E per questo motivo negli ultimi giorni è arrivata una richiesta formale rivolta all’UCI di sospendere immediatamente Tadej Pogacar e tutta la sua squadra, la UAE. L’organizzazione FairSquare insieme a altre ha formato un documento in cui si chiede il ritiro del team da tutte le competizioni (Tour compreso) in quando la “UAE Emirates a causa del supporto che il governo di quel paese sta garantendo alle forze militari che stanno commettendo un genocidio in Sudan”. Dall’UCi non è arrivata nessuna replica ufficiale, Pogacar sarà regolarmente al via per provare a vincere ancora la Grande Boucle ma il clima intorno alla corsa non è dei migliori.
