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Waerenskjold beffa i velocisti a Nevers: altro flop di Philipsen (e Merlier). Pogacar preoccupato dai 51 km/h di media!

A Nevers la volata di Waerenskjold sorprende tutti gli specialisti: Kooij e Philipsen beffati, male Merlier. Polemiche per la caduta di Pidcock: colpa della calce idratata che non si è sciolta

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Una volata atipica non può che produrre un vincitore atipico. Perché Soren Waerenskjold era tutto, fuorché uno degli uomini più attesi dell’arrivo della frazione che ha portato la carovana gialla a Nevers, in una giornata sostanzialmente di trasferimento dopo i fuochi d’artificio lanciati da Pogacar a Le Lorian. Vittoria decisamente inattesa e inusuale: tutti gli sprinter più blasonati sono rimasti al gancio, con il norvegese che l’ha messi letteralmente tutti nel sacco. Sul podio di giornata sono finiti anche Olaf Kooij e Jasper Philipsen, il quale almeno ha provato a lanciare lo sprint, pur senza riuscire a rimuovere quel fastidioso zero alla voice “vittorie di tappa” (è stato anche retrocesso per aver ostacolato Milan Fretin della Cofidis). Peggio però ha fatto Tim Merlier, che s’è perso nel finale e ha chiuso addirittura fuori dai primi 10.

Carpe diem: “Incredibile, non pensavo di farcela”

Se c’è qualcuno al quale deve dire grazie, Waerenskjold probabilmente dovrà farlo nei riguardi di Cees Bol, che provando ad anticipare le ruote del gruppo a 500 metri dall’arrivo gli ha permesso di prendere il riferimento giusto per lanciare a sua volta una volata lunghissima, tagliando fuori praticamente tutti i velocisti.

“Pensavo di essere troppo indietro all’ultimo chilometro, poi fortunatamente si è aperto uno spazio sulla destra, cosa che di solito non accade”, ha ammesso il vincitore di tappa. “Avevo le stesse sensazioni di quando ho ottenuto la mia prima grande vittoria, alla Omloop Nieuwsblad, dove anche lì ero troppo indietro e poi improvvisamente mi ero trovato davanti. È incredibile”.

Naturalmente in classifica generale non è successo nulla di rilevante: il dominio di Pogacar è incontrastato, ma ha trovato un “alleato” in Vingegaard che ha criticato chi ha fischiato lo sloveno nelle battute finali della tappa di ieri. “Se devono venire a vederlo per fischiarlo, che restino pure a casa. Vale per Tadej, ma vale per tutti”. Rivali si, ma con cognizione di causa. E ad ogni modo, le parole di Vingo sono azzeccate su tutta la linea.

Pidcock tradito dalla calce idrata sciolta dal caldo

Al Tour comunque non passa giorno in cui non si registri qualche polemica (o accusa) nei confronti dell’organizzazione. Adesso nel mirino ci sono finite le strade attraversate nelle ultime frazioni, con Tom Pidcock che ha denunciato il pessimo stato del manto di asfalto, tale da provocarne una caduta nella tappa sul Massiccio Centrale. “Mettono una “schifezza bianca” sull’asfalto, non capisco cosa sia, ma è veramente pericoloso e scivoloso”, ha affermato il britannico.

L’arcano è presto svelato: la “schifezza bianca” è una polvere di calce idratata, che viene miscelata al bitume per rendere il manto stradale più stabile e migliorarne il drenaggio. Ogni tanto però questa operazione non funziona come dovrebbe e se la polvere non si mischia al bitume e resta in superficie e si trasforma in una sostanza fluida che diventa molto scivolosa, specialmente in questi giorni di caldo estremo. “Non ero mai caduto prima in un GT e trovo la cosa abbastanza sconcertante”.

Pogacar rischia di cadere e dice: “Si va troppo forte”

Anche Pogacar però ha avuto modo di lamentarsi, stavolta subito dopo l’arrivo odierno di Nevers. “Mi è andata bene, ma me la sono vista brutta quando una borraccia è finita davanti alla mia ruota, tanto che mi sono spaventato e mi sono anche immaginato già a terra”, ha ammesso la maglia gialla.

“Sono riuscito a mantenere le mani sul manubrio e a restare in equilibrio, ma il rischio è stato grosso. Il fatto è che in gruppo si corre sempre più velocemente: c’è chi pensa che si può vincere andando in fuga da subito, e così vengono fuori frazioni corse a ritmo forsennato. E chi va in fuga spesso è gente forte, quindi non puoi rilassarti e devi chiudere alla svelta. Anche se hai il vento a favore, come successo oggi, comunque la fatica è veramente tanta”. I 51 km/h di media tenuti oggi sono il nuovo record per una frazione in linea al Tour: di questo passo, chissà dove si può arrivare…

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