Notte insolita al Tour de France per Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. I due protagonisti della classifica generale sono stati sottoposti a controlli antidoping a sorpresa a poche ore dalla partenza della quindicesima tappa.
Secondo quanto riportato da Le Parisien, il danese è stato svegliato intorno alle 2 del mattino, la maglia gialla ha ricevuto la visita degli ispettori alle 5. La tempistica ha suscitato più di una reazione. UAE e Visma, le squadre dei due corridori, non le hanno alimentate, evitando finora posizioni pubbliche.
- Controlli nella notte prima del tappone alpino
- Visma critica la tempistica, Evenepoel duro
- Cosa dice il regolamento sui controlli notturni
- I precedenti: quando l'antidoping ha fatto discutere al Tour
Controlli nella notte prima del tappone alpino
La notizia è stata confermata dagli stessi corridori prima della partenza della frazione con arrivo al Plateau de Solaison. Vingegaard ha raccontato di aver impiegato circa 40 minuti per riaddormentarsi, mentre Pogacar ha spiegato di aver dormito appena quattro ore.
Ho dormito quattro ore. Di solito vengono la mattina presto, stavolta sono arrivati ancora prima.
Nonostante il disagio, lo sloveno ha evitato di puntare il dito contro gli ispettori.
Mi dispiace per chi viene a fare questi controlli. Qualcuno se la prende con loro, ma stanno solo svolgendo il proprio lavoro
Visma critica la tempistica, Evenepoel duro
Matteo Jorgenson, compagno di squadra di Vingegaard, ha definito quanto accaduto una “totale mancanza di rispetto” nei confronti dei corridori, sottolineando quanto il recupero sia determinante tra due tappe di montagna così impegnative.
Perplesso anche Remco Evenepoel, terzo in classifica generale, che, al quotidiano belga Het Nieuwsblad, ha messo in dubbio la compatibilità di controlli effettuati in piena notte con il regolamento.
Se fosse davvero successo alle due di notte sarebbe scandaloso. Normalmente i controlli iniziano dalle sei del mattino
Cosa dice il regolamento sui controlli notturni
I controlli antidoping a sorpresa sono una pratica consolidata nelle grandi competizioni internazionali. Il sistema ADAMS della World Anti-Doping Agency (WADA) prevede normalmente finestre di reperibilità diurne.
In Francia, però, una normativa in vigore dal 2016 consente controlli anche tra le 23 e le 6 del mattino per gli atleti impegnati in manifestazioni sportive internazionali. Il Codice dello Sport francese stabilisce inoltre condizioni specifiche per i controlli effettuati tra le 23 e le 5.
Il regolamento UCI stabilisce che, salvo una finestra di reperibilità indicata dal corridore tra le 23 e le 6 oppure un consenso esplicito dell’atleta, un controllo antidoping in quella fascia non dovrebbe essere effettuato se non in presenza di un sospetto grave o specifico di violazione delle norme antidoping.
Anche il Codice dello Sport francese consente controlli tra le 23 e le 6 per gli atleti coinvolti in competizioni internazionali, ma precisa che quelli effettuati tra le 23 e le 5 richiedono condizioni particolari, tra cui la presenza di gravi e concordanti sospetti e il rischio di scomparsa delle prove.
Il caso di Pogacar e Vingegaard apre un confronto soprattutto sulla tempistica delle verifiche e sull’applicazione delle norme che regolano i controlli notturni.
I precedenti: quando l’antidoping ha fatto discutere al Tour
Non è la prima volta che l’antidoping genera polemiche al Tour de France, anche se raramente per l’orario dei controlli.
Nel 2007 Michael Rasmussen fu escluso dalla sua squadra mentre indossava la maglia gialla per irregolarità legate alla reperibilità nei controlli fuori competizione. Dieci anni dopo Chris Froome finì al centro di un lungo procedimento per un valore anomalo di salbutamolo rilevato alla Vuelta: il britannico venne poi prosciolto.
I casi di Lance Armstrong, Floyd Landis e Alberto Contador restano invece i più emblematici nella storia della corsa, con squalifiche e revoche dei risultati maturate in seguito a violazioni delle norme antidoping.
La vicenda che coinvolge Pogacar e Vingegaard si distingue per l’orario senza precedenti dei controlli che hanno preceduto la partenza della 15esima tappa.
