Ha fatto un numero da fuoriclasse, Giulio Pellizzari. Di più: ha fatto quello che tutti gli chiedevano, cioè staccare tutti e andare a vincere il Tour of the Alps, l’ultima corsa in preparazione al Giro d’Italia. E quando si è “condannati” a vincere, si sa che è tutto maledettamente più difficile. Nulla che potesse spaventare il 22enne marchigiano della Red Bull Bora Hansgrohe, alla prima vittoria di rilievo nel ciclismo “dei grandi” dopo essersi rivelato lo scorso anno al Giro d’Italia, andando poi a conquistare una tappa alla Vuelta. Al Giro tra due settimane tornerà, ma per provare a fare classifica: Jonas Vingegaard farà bene a prendere appunti.
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Tattica perfetta: battuto il duo Ineos, Bernal chiude secondo
Pellizzari ha vinto con grande intelligenza e molta caparbietà una tappa che sembrava cucita su misura sulle sue caratteristiche, ma dove le incognite non erano poche. Perché Arensman e Bernal, la coppia di casa Ineos Granadiers, erano veramente vicini al giovane corridore italiano, che vantava in classifica appena 4 secondi sull’olandese e 6 sul colombiano (anche Vlasov era a 6 secondi, ma essendo compagno di squadra di Giulio si sapeva che avrebbe corso in funzione del capitano designato dal team).
Pellizzari però ha tenuto tutto sotto controllo: ha sgranato il gruppo sull’ultima salita di giornata, il Montoppio, facendo lavorare tanto (e bene) Giovanni Aleotti prima di prendere in mano lui stesso la situazione, con un’accelerazione che ha lasciato subito sul posto gran parte degli avversari. I due Ineos hanno provato a seguirlo, ma hanno resistito poche centinaia di metri, con Arensman che ha lasciato poi solo Bernal all’inseguimento dell’italiano.
Il quale aveva studiato tutto nei dettagli: partito a una ventina di chilometri dall’arrivo, è andato a prendersi i 6 secondi di abbuono sul traguardo volante posto a due chilometri dalla vetta della salita e poi s’è involato senza difficoltà verso l’arrivo di Bolzano, dove ha esultato in totale libertà e senza alcuna preoccupazione di sorta. Trenta secondi dopo sono arrivati Bernal, Arensman e Storer.
Tredici anni dopo Nibali, un italiano può sognare la “doppietta”
A fine tappa Pellizzari non ha nascosto la soddisfazione per aver centrato un successo di valore a poco meno di due settimane dal via del Giro. “Ci tenevo tantissimo perché la squadra ha fatto un grandissimo lavoro in queste giornate. Penso che alla fine tutto sia andato nel modo giusto: strada facendo ho trovato la giusta confidenza sulla strada e il risultato finale ci ha ripagato di tutti gli sforzi fatti. Sono felice, ma ci tengo a dire che questa è una vittoria della Red Bull Bora Hansgrohe, non solo di Pellizzari”.
L’ultimo italiano a vincere il Tour of the Alps fu Vincenzo Nibali nel 2013 (all’epoca si chiamava ancora Giro del Trentino: un mese dopo lo “Squalo” vinse il suo primo Giro d’Italia). “È qualcosa di surreale, davvero impensabile fino a poche ore fa. Speriamo sia di buon auspicio, ma ora penso solo a recuperare”.
Chiaro però che Pellizzari, con quanto fatto vedere nelle 5 tappe sulle alpi, si candidi a essere protagonista nella corsa rosa: Vingegaard resta probabilmente inarrivabile, ma per le altre due piazze del podio Giulio è pronto a dire la sua.
