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Sarri entra nella storia e manda un messaggio ai suoi attaccanti

L'argentino non ha gradito il cambio contro la Sampdoria: "Non potranno sempre giocare insieme...".

La Juventus coglie tre punti importanti sul campo della Sampdoria che permettono ai bianconeri la certezza di chiudere il 2019 in testa alla classifica.

Se da sola o insieme all’Inter lo si saprà dopo la gara dei nerazzurri contro il Genoa, ma intanto Maurizio Sarri è soddisfatto per la prova della squadra a Marassi: “Abbiamo fatto un primo tempo sui livelli dell’Udinese – ha detto l’ex allenatore del Napoli a ‘Sky Sport’ – Nel secondo tempo stati più confusionari e ci siamo allungati, ma alla fine non abbiamo rischiato anche se non siamo riusciti a chiuderla”.

Ma se a Genova si è vissuto il Buffon-day, visto che il portierone bianconero ha toccato quota 647 presenze in A, tante quante il recordman Paolo Maldini, anche Sarri può vantare numeri importanti: a Marassi il tecnico ha infatti conquistato la vittoria numero 100 in Serie A su 169 panchine. Nessuno tra gli allenatori che hanno esordito in A dopo la stagione 1994-’95 ci era riuscito. Ancelotti ne ha impiegate 185, Mancini 197, Allegri 203 e Zaccheroni 220.

Promosso anche il tridente RonaldoHiguainDybala, anche se il Pipita non ha brillato ed è parso stizzito al momento della sostituzione con Ramsey.

Sarri ha le idee chiare: “Gonzalo ha fatto bene primo tempo poi nel secondo si è un po’ spento. Questo è un periodo in cui gioca continuamente quindi ci può stare. A volte potrà succedere anche dal primo minuto… Ci saranno delle partite in cui tutti e tre non giocheranno. L’aspetto primario è la loro condizione in settimana, se non sono al massimo non possono giocare contemporaneamente perché la squadra ne risentirebbe. Quando sono in un momento come quello attuale si guarda l’avversario e si decide”.

Il tecnico toscano ha poi commentato con la consueta schiettezza ciò che ha provato sul gol di Ronaldo, una prodezza che ha visto il portoghese saltare ben 2,56 metri e restare in aria il tempo necessario per impattare il pallone: “Cosa ho pensato al goal di Ronaldo? La stessa cosa che ho pensato a quello di Dybala: c****! Cavolo? No, cavolo non rende l’idea…”.

 

SPORTAL.IT | 18-12-2019 22:58

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