Mircea Lucescu vuole esserci a ogni costo. Nonostante tre ricoveri e la malattia. A 80 anni, nemmeno la salute precaria passa davanti al sogno – vissuto come una missione dalla quale non ci si tira indietro per nessun motivo – di portare la Romania ai Mondiali del 2026. La qualificazione dei romeni passa in primo luogo per la difficilissima sfida contro la Turchia: si gioca al Tupras Stadium, Istanbul, ambiente caldissimo con tifo asfissiante in favore della nazionale di casa.
E dove tutto pare giocare a sfavore della Romania, Lucescu decide di caricarsi sulle spalle il peso di tutto, con l’intenzione di trasformare la sfida in un sogno. La partita è in programma dalle 18, diretta tv su Now, Sky Go e Sky Sport Calcio. Contro i turchi di Vincenzo Montella, favoriti e a caccia del medesimo sogno: la Turchia, dopo il terzo posto del 2002, ha sempre mancato l’appuntamento mondiale.
- Lucescu tra malattia e calcio: la rivelazione a The Guardian
- La Romania al Mondiali 2026: una sfida che vale una carriera
- Turchia-Romania, una sfida infuocata
- L’esperienza di Lucescu: una carriera tra Europa e successi
- La malattia non ferma Lucescu: “Il calcio viene prima”
- Romania, una generazione davanti alla storia
- Turchia-Romania in diretta tv
- Turchia-Romania probabili formazioni
Lucescu tra malattia e calcio: la rivelazione a The Guardian
Un’intervista a The Guardian per dire le cose come stanno: Mircea Lucescu, commissario tecnico della Romania, ha raccontato i mesi estremamente difficili sul piano della salute. Non ha detto quale sia l’entità della malattia né spiegato cos’ha, sappiamo che “da dicembre sono finito tre volte in ospedale”.
“Non posso mollare adesso”: Lucescu ha deciso così, non si fugge da codardi nel momento del bisogno e sancisce un patto implicito con il suo Paese, mettendo il dovere professionale davanti alle difficoltà personali. Il calcio è solo il mezzo che Lucescu conosce di più per onorare la patria.
La Romania al Mondiali 2026: una sfida che vale una carriera
L’obiettivo è quello di riportare la Romania ai Mondiali 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio prossimi: anche i romeni vivono una situazione simile a quella dell’Italia perché mancano la qualificazione a un Mondiale di calcio da tempo.
Si tratterebbe di un ritorno storico: la Romania non gioca la Coppa del Mondo da oltre 20 anni e l’ultima partecipazione risale al Mondiale 1998.
“Non posso andarmene da codardo”, ha detto Lucescu, sottolineando il senso di responsabilità verso il calcio romeno: “Dobbiamo credere nella qualificazione. Non sono nella mia forma migliore, ma sono in debito con tutto quello che il calcio romeno mi ha dato”.
Turchia-Romania, una sfida infuocata
Il cammino verso i Mondiali passa dai playoff, dove la Romania affronterà la Turchia in trasferta, in una semifinale ad altissima tensione. Chi vince gioca la finale playoff del 31 marzo contro la vincente tra Slovacchia e Kosovo.
La partita si giocherà nello stadio del Besiktas, il Tupras Stadium di Istanbul nell’omonimo quartiere della città turca. Chi ci ha giocato, anche da avversario, sa quanto sia tra gli ambienti più caldi e rumorosi d’Europa.
Lucescu, per altro, che conosce bene il calcio turco e, nello specifico, si tratterà del ritorno di una delle figure calcistiche cui la Turchia è strettamente legata: ha allenato sia il Galatasaray che il Besiktas e, soprattutto, è stato commissario tecnico della nazionale turca tra il 2017 e il 2019. “Giocheremo in un’atmosfera impossibile. Non so se ci sia un modo per arginare il rumore. La conosco alla perfezione: è lo stadio del Besiktas. È uno dei migliori in cui sia mai stato. Quando la squadra avversaria ha il possesso palla, esercita una pressione incredibile. Non so se ci sia un modo per arginare il rumore che creeranno. Dovrò spiegare ai miei ragazzi, a quelli che non hanno mai giocato in Turchia, cosa li aspetta”.
Ad aggiungere difficoltà alla gara, anche il fatto che quella romena è una nazionale giovane e la gestione emotiva della partita potrebbe essere un fattore incidente e decisivo.
L’esperienza di Lucescu: una carriera tra Europa e successi
Nel corso della sua lunga carriera, Lucescu ha allenato numerosi club di prestigio: in Italia è volto arcinoto per le esperienze con Pisa, Brescia, Reggiana e Inter. Poi il ritorno in Romania, al Rapid Bucarest, e i passaggi in Turchia, Ucraina (Shaktar Donetsk), Russia (Zenit e Dinamo Kiev).
Con lo Shakhtar ha costruito una delle dinastie più vincenti dell’Europa orientale, conquistando otto scudetti, sei coppe d’Ucraina e sette Supercoppa. Con lo Shaktar ha vinto anche la Coppa UEFA del 2008/09.
Una tonnellata di esperienza che è valore aggiunto soprattutto ora, per una nazionale giovane chiamata a crescere rapidamente.
La malattia non ferma Lucescu: “Il calcio viene prima”
È bastato il via libero dei medici per rimettere ogni cosa a posto: nonostante le difficoltà, Lucescu ha scelto di continuare il suo lavoro: “Quando mi hanno detto che potevo continuare ad allenare, mi sono concentrato su ciò che dovevo fare per la Romania”. Il tecnico ha anche sottolineato l’importanza del momento per i suoi giocatori: “Può definire la loro generazione. I Mondiali sarebbero un traguardo straordinario”.
Romania, una generazione davanti alla storia
L’obiettivo non è solo sportivo, c’è molto di più. La possibile qualificazione ai Mondiali rappresenterebbe per la Romania un ritorno alle grandi del calcio internazionale, rilanciando un movimento che negli anni ’90, con campioni come Gheorghe Hagi, era tra i più attenzionati d’Europa.
Partire da lì – quello spirito, quella fame, la stessa mentalità – per trasmettere ai giovani il senso di una storia calcistica che ha contribuito a scrivere la storia di una nazione. Il tempo non è a favore di Lucescu ma il lascito di una eredità che in pochi potrebbero lasciare allo stesso modo, è missione di vita. Si combatte – è il senso delle parole di Lucescu – per un obiettivo che va oltre la storia personale. Perché è più grande, più importante.
La sfida contro la Turchia diventa banco di prova di una carriera, forse l’ultimo – o uno degli ultimi – grande capitolo di una leggenda del calcio europeo.
Turchia-Romania in diretta tv
Si gioca dalle 18 di giovedì 27 marzo al Tupras Stadium di Istanbul. Oltre che seguirne la diretta testuale su Virgilio Sport nella sezione Live, è possibile assistere alla diretta tv della partita sui canali Now, Sky Go e Sky Sport Calcio.
Turchia-Romania probabili formazioni
Vincenzo Montella ha fissato il traguardo: riportare la Turchia a un Mondiale dopo 24 anni di assenza. Ha chiesto al gruppo la massima concentrazione e mostrato grande rispetto per Lucescu e per una Romania che, seppur giovane, beneficia di uno degli allenatori più esperti. Possibile che l’italiano opti per un 4-2-3-1 con Calhanoglu a fare da perno in mediana insieme Kokcu. Il terzetto composto da Yilmaz, Guler, Yildiz ad assistere l’unica punta Deniz Gul.
La Romania, al termine di un ottimo girone di Nations League chiuso al primo posto, punta sulla freschezza, sulladeterminazione e sulla capacità di essere squadra. Manca Radu in porta per infortunio, ci sono l’ex Parma Man e l’ex Juventus Dragusin. Coppia offensiva composta da Birligea e Baiaram.
Turchia (4-2-3-1): Cakir; Celik, Kaplan, Bardakci, Kadioglu; Kokcu, Calhanoglu; Yilmaz, Guler, Yildiz; Gul.
Romania (4-3-3): Aioani; Ratiu, Dragusin, Ghita, Bancu; Dragomir, Screciu, Tanase; Man, Birligea, Baiaram.
