Un posto al sole con qualche ombra estranea dal terreno di gioco. A Castellammare temevano il peggio solo qualche mese fa, mentre oggi si ritrovano in piena bagarre playoff grazie ad un team capace di battagliare senza timori reverenziali contro avversari di rango nei piani alti di una Serie B 2025/2026 davvero emozionante. All’improvviso, però, si sono ripresentate nubi minacciose sul futuro immediato del sodalizio.
Alla bandiera a scacchi della regular season mancano appena quattro giornate. Nel prossimo turno in vista c’è la super sfida contro il Catanzaro al Menti. Appuntamento a sabato 18 aprile a partire dalle ore 19.30.
Abate ideale per il dopo Pagliuca
“Chiedimi se sono felice” è un film cult targato Aldo, Giovanni e Giacomo del 2000. Sì, nel cuore della Campania sono al settimo cielo per le prestazioni superlative offerte dalle Vespe in riva al mare. L’artefice del capolavoro è in primis il traghettatore della nave, ovvero mister Ignazio Abate. Giovane, rampante, con tante idee innovative. Classe 1986, ex rapido terzino di Napoli, Torino e soprattutto Milan. Da mister ha iniziato al timone delle selezioni giovanili del vivaio rossonero, per poi imbattersi nelle embrionali avventure nel calcio professionistico. Dalla Ternana all’approdo al Menti per guidare la Juve Stabia dopo l’ottimo ciclo targato Pagliuca. Una responsabilità di quelle pesanti, ma che il giovane trainer nato a Sant’Agata de’ Goti prende al volo con totale abnegazione. L’investitura della scorsa estate ai più sembrava un rischioso salto nel buio. Abate, invece, ha smentito le opinioni basate prevalentemente sullo scetticismo a suon di bel gioco e risultati.
Una classifica che sorride
La classifica è un panorama decisamente godibile sul mare. Settimo posto a quota 48 frutto di 11 successi, 15 pareggi e 8 sconfitte. Perfetta parità nel conteggio tra gol realizzati e subiti: 41. Nelle ultime 5 apparizioni due vittorie, due pareggi e una sconfitta. La Juve Stabia è un collettivo mixato con dovizia di particolari da una dirigenza che, nonostante scossoni di non poco conto incontrato lungo il percorso stagionale che tra poco racconteremo nel dettaglio, trova nel direttore sportivo Lovisa il personaggio copertina inseguito da club della massima serie per la comprovata qualità con cui plasma gruppi squadra di anno in anno.
La rosa campana è composta da 28 elementi, di cui 4 stranieri (14%), con età media pari a 25 anni. Questa la suddivisione per reparti: 3 portieri; 9 difensori; 9 centrocampisti; 7 attaccanti. La somma del valore dei cartellini tocca quota 23,4 milioni di euro con saldo trasferimento in positivo di 1,7 milioni.
Lavagna tattica
Nell’ultimo turno di Serie B la Juve ha steso 2-0 il Cesena. Mister Abate ha schierato i suoi con un 3-5-2. Giorgini, Bellich e Varnier davanti al portiere Confente. Sulle corsie Cacciamani e Carissoni. In mediana Mannini e Correia. Di punta Dos Santos e Okoro. Da sottolineare l’ingresso a partita in corso dell’ex centravanti del Como Gabrielloni. I campani stanno dimostrando pure una buona dose di resilienza, mettendo in mostra qualità e grinta nonostante l’assenza momentanea per infortunio di figure rilevanti nello scacchiere come il regista Leone, l’ala Morachioli oltre ai due attaccanti Candellone e Burnete. Passando ad una lavagna tattica maggiormente dettagliata, possiamo affermare con assoluta certezza che la costruzione dal basso è un dogma essenziale nella fase di possesso delle compagini allenate da Abate.
Il portiere diventa di fatto un giocatore di movimento in aggiunta agli altri compagni. Solitamente il regista tende ad abbassare il suo baricentro unendosi ai tre centrali di difesa per incentivare la nascita di un’azione dalle retrovie. Nei sistemi utilizzati dal mister ex Ternana le pedine esterne sono spesso sollecitate a sforzi atletici importanti. Discorso simile, ma con concetti di movimento differenti, per coloro che agiscono in zona offensiva. D’altro canto in fase di non possesso il blocco collettivo tende a disporsi con un 5-3-2 cercando il più possibile di intasare le linee centrali del campo per rendere complessa la manovra avversaria tramite un controllo scientifico della posizione occupata dal regista di turno. Raddoppi e marcature preventive fanno dell’assetto tattico del rampante Ignazio un fortino spesso invalicabile. La sfida al Catanzaro di Alberto Aquilani è assolutamente un esame di maturità per la truppa stabiese.
Oscuri ostacoli
Il regolare svolgimento dell’annata agonistica 2025-2026 per la Juve Stabia rischiava di essere seriamente compromesso da una spiacevole e preoccupante vicenda extra-campo. Ad ottobre scorso, infatti, il tribunale di Napoli ha posto la società campana in regime di amministrazione controllata a causa di potenziali infiltrazioni camorristiche. Soggetti riconducibili alla nota organizzazione criminale, secondo quanto riferito dal Procuratore Gratteri, gestivano il controllo sulla vendita dei biglietti allo stadio, sui viaggi di spostamento eseguito dalla squadra, sulla sicurezza e sul beveraggio. Da quel momento il club è gestito da figure professionali nominate nello specifico da competenti autorità. Fin qui abbiamo utilizzato l’imperfetto come riferimento temporale, ma proprio in queste ore la situazione a Castellammare sta nuovamente mutando. Le dichiarazioni rilasciate dagli amministratori giudiziari che mantengono il comando delle operazioni dopo l’intervento degli inquirenti, riportate dai siti web Metropolisweb e Pianeta Serie B, destano perplessità tra i tifosi.
“La Juve Stabia – dicono – è stata lasciata sola da Solmate. Viviamo un momento delicato. Nonostante i risultati straordinari sul campo, la proprietà non ha mai garantito supporto all’amministrazione giudiziaria. Siamo di fronte a un comportamento che definiamo immorale: Solmate copre i fabbisogni economici ma, allo stesso tempo, non palesa le proprie intenzioni, tenendo di fatto il club in ostaggio… la prossima scadenza federale è fissata per il 16 aprile”. Un nostro approfondimento spiega al meglio il contesto attuale dalle parti dello stadio Menti sul domani incerto e nebuloso della gloriosa Juve Stabia.
