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L'urlo di Berrettini: Matteo ribalta Fucsovics, supera il momento critico e passa il turno al Roland Garros

Matteo va sotto, perde male il tie-break, poi però si rende protagonista di una bella rimonta e porta a casa il successo dopo tre ore e 9' di battaglia: ora Rinderknech.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Comincia bene l’avventura di Matteo Berrettini al Roland Garros. Sotto il sole cocente del matinée parigino (via all’incontro alle 11), il romano si conferma subito on fine piegando in quattro set l’ostico ungherese Marton Fucsovics, altra vecchia volpe del circuito. Trentaquattro anni il magiaro, trenta “The Hammer”: una sfida tra giocatori d’esperienza, vinta con merito dall’italiano, rabbioso nello sfogare tutta la sua gioia e tensione al termine del match con un urlo liberatorio di rara potenza. Nel prossimo turno Matteo, che non giocava a Parigi addirittura da cinque anni, affronterà un enfant du pays: Arthur Rinderknech.

Roland Garros, gli interrogativi e le ambizioni di Berrettini

Tre ore e nove minuti la durata di un incontro cominciato tra diverse interrogativi per Berrettini. Dubbi di natura fisica, più che altro, viste le recenti battute a vuoto provocate spesso e volentieri da problemi non tecnici, ma legati a infortuni. Tiratissima la prima frazione, con predominio assoluto dei giocatori al servizio. Un set risoltosi al tie-break, dominato clamorosamente da Fucsovics: 7-2 il risultato. È il momento più delicato della giornata per Matteo, costretto a stringere i denti e a metabolizzare il fatto di dove giocare di sicuro un’oretta in più rispetto a quanto preventivato. Bravissimo Berrettini a rimanere incollato al punteggio in questa fase.

“The Hammer” supera il momento critico e ribalta il match

La svolta al dodicesimo gioco del secondo set, con l’azzurro avanti 6-5. Break chirurgico il suo, il primo di tutta la partita, ottenuto a zero e capace d’incanto di spezzare la fiducia e l’ottimismo di Fucsovics. Da questo momento, infatti, comincia un’altra partita in cui Berrettini assomiglia terribilmente al giocatore capace di spingersi fino alla finale di Wimbledon del 2021. O, per non andare troppo lontano nel tempo, al Matteo che con Cobolli ha impresso il proprio marchio sull’ultima Davis dell’Italia. Un fulmine di guerra, “The Hammer”, bravo a martellare senza pietà al servizio e a non dar tregua al magiaro da fondo campo.

Successo in 4 set per Matteo contro Fucsovics: ora Rinderknech

Il risultato è specchio fedele della ritrovata verve di Matteo. Che prende ben presto il largo nel terzo set (6-1) e fa altrettanto nel quarto, in cui pure si concede un brivido. Avanti 3-0 e con doppio break, subisce il controbreak e il rientro di Fucsovics fino al 3-2: poi però riparte a razzo, fa un altro break e chiude i conti su un rassicurante 6-2. L’avventura francese di Berrettini, sostenuto dalla fidanzata Vanessa Bellini dalla tribunetta del campo 13, alla periferia del centro sportivo che ospita il French Open, continua. Contro Rinderknech potrà giocarsela in una cornice più consona alla sua storia e al suo blasone.

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