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US Open, allarme infortuni per gli anti Sinner: dopo Draper si ritira anche Shelton, Djokovic litiga col mal di schiena

Flushing Meadows perde i pezzi: dopo Draper anche Shelton è costretto a ritirarsi a causa di un problema a una spalla (sorride Mannarino). Djokovic accusa un po' di mal di schiena ma batte Norrie

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Vista da fuori rischia di rivelarsi una sala d’attesa del pronto soccorso. Dove negli ultimi giorni cominciano ad arrivare nuovi ospiti, preoccupati di sapere cosa ne sarà del loro proseguo del torneo newyorchese. Che non avrà il caldo di Cincinnati, tra le cause del virus che hanno messo ko. Sinner nella finale contro Alcaraz, ma che in un modo o nell’altro i giocatori sa come metterli alla prova. Così, dopo Carlitos, anche Djokovic ha fatto risuonare un campanello d’allarme, con la schiena che non sembra volergli dar tregua. Mentre Shelton ha dovuto prendere la via di casa.

La spalla blocca Shelton: Mannarino vola agli ottavi

Il ritiro di Ben è stato uno shock per il pubblico presente sugli spalti nel confronto contro Adrian Mannarino. Che dopo aver fatto fuori Griekspoor e Thompson s’è preso un altro scalpo eccellente, certo aiutato dal problema alla spalla che ha costretto Shelton ad alzare bandiera bianca all’inizio del quinto set. Un fastidio che s’è manifestato all’inizio del quarto parziale, con l’americano che dopo una risposta di dritto ha chiesto l’intervento del medico per provare a sciogliere il muscolo, finendo però per perdere efficacia al servizio e rischiando oltre il dovuto in ogni scambio.

Alla fine Mannarino, vincendo il quarto set e portando così la partita al quinto, ha finito per convincere Ben a non peggiorare le cose: sul Louis Armstrong è calato il silenzio, poi un lungo applauso ha accompagnato il beniamino locale verso gli spogliatoi, con un asciugamano a coprire le lacrime sul suo volto.

È il secondo ritiro eccellente dopo quello di Jack Draper, due giocatori che in molti vedevano come capaci di avanzare almeno fino ai quarti, se non oltre. Shelton era stato sorteggiato dalla parte di tabellone presidiata da Alcaraz, e tutto lasciava presagire che in semifinale i due si sarebbero trovati l’uno di fronte all’altro. Invece agli ottavi è andato Mannarino, che sfiderà Lehecka.

Djokovic avanza, ma il mal di schiena non lo fa stare tranquillo

Agli ottavi c’è andato anche Djokovic, che in quattro set e in rimonta ha dovuto faticare forse un po’ più del previsto per battere il redivivo Norrie. Ma a fine partita anche il serbo ha fatto capire di non sentirsi del tutto a suo agio in questo particolare scorcio di stagione. “Diciamo che sto andando avanti ad alti e bassi. È frustante per me non riuscire a sentirmi del tutto a mio agio sul campo, perché oggi posso dire di non essere affatto al 100% della forma. Ma è una cosa alla quale devo abituarmi: negli slam quest’anno può succedere di tutto, devo imparare quindi a gestire bene anche i giorni nei quali non gioco. Di sicuro so che posso giocare meglio di quanto sto facendo, ma la gestione delle energie è un aspetto fondamentale”.

Il problema alla schiena però, a detta di Nole, non dovrebbe essere troppo rilevante. “Ho sentito un fastidio sul lato sinistro dopo uno scambio bello intenso, chiuso a rete con un movimento un po’ più rapido del solito. Ho finito il game (il nono del primo set), poi ho chiesto l’intervento del fisioterapista perché sentivo di avere bisogno di un trattamento. L’ho detto anche a Cameron: non era una tattica per rompere il ritmo, avevo davvero bisogno di massaggiare la schiena. Poi i farmaci hanno fatto effetto e sono stato meglio. Domani (oggi, ndr) a freddo cercherò di capire se sia stato solo un problema del momento o se si tratta di qualcosa di più serio”.

Struff fa fuori Tiafoe e aspetta Nole. Fritz avanti senza incantare

Negli ottavi Djokovic sfiderà Struff, un avversario da prendere con le molle dopo che nella notte ha fatto fuori in tre set Frances Tiafoe (determinante l’89% di punti fatti con la prima), rovinando una volta di più la giornata del pubblico yankee.

Che quantomeno ha potuto gioire per la vittoria di Taylor Fritz sullo svizzero Kim, che è stato però bravo a portarlo al quarto set strappandogli di forza il secondo parziale, vinto al tiebreak per 11-9. Fritz ora se la vedrà con Machac, e il vincente della sfida ai quarti andrà a incrociarsi con quella di Djokovic.

Il tabellone e tutti i risultati degli US Open 2025

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