Tutta l’Italia incrocia le dita e spera nell’impresa di Bellucci contro Alcaraz. L’appuntamento in programma nella notte vale molto più di un semplice passaggio del turno all’US Open. Sinner si gioca il primato del ranking e un passo falso del rivale sarebbe manna dal cielo per il numero uno al mondo.
- US Open, Sinner tifa per Bellucci: sfida ad Alcaraz
- Che cosa serve a Jannik per restare numero 1
- Quando Mattia affrontò lo sconosciuto Carlos
US Open, Sinner tifa per Bellucci: sfida ad Alcaraz
Sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium l’azzurro di Busto Arsizio, che occupa la 65a posizione, sogna di scrivere la storia contro la seconda forza del circuito e confezionare quello che nel calcio si definirebbe un assist al bacio per Sinner. Carlitos, avanti di 60 punti rispetto a Jannik nella classifica virtuale, ha in mente un solo e unico obiettivo: il sorpasso in vetta.
Ecco, allora, che il match in agenda nella notte (lo start è fissato all’1:00) diventa cruciale o comunque molto importante in ottica ranking. La certezza di Mattia è che potrà contare sul sostegno di tutti gli italiani: chissà che il magic moment del tennis nostrano non si traduca in un clamoroso sgambetto all’ambizioso Alcaraz.
Che cosa serve a Jannik per restare numero 1
L’unico precedente tra Bellucci e Alcaraz sorride al campione murciano, che si impose in due set ai sedicesimi dell’ITF di Maiorca nel 2020. Cinque anni dopo l’occasione del riscatto. Sarebbe il modo migliore per regalarsi uno Slam da urlo e nello stesso tempo aiutare il connazionale che guida la classifica ATP da 64 settimane.
Le combinazioni per evitare il sorpasso da parte dello spagnolo non lasciano chissà quali opzioni a Jannik, che per non perdere lo scettro deve vincere il torneo oppure superare un turno in più rispetto a Carlos. Non ci sono altre vie: in tutti gli altri casi, il fenomeno di San Candido sarebbe costretto ad abdicare.
Quando Mattia affrontò lo sconosciuto Carlos
Bellucci si è guadagnato il match con Alcaraz, dopo aver avuto la meglio sul cinese Juncheng Shang, ritiratosi nel corso del quarto set. Ora si ritrova ad affrontare lo spagnolo che sta facendo parlare di sé non solo per l’assalto al primato, ma pure per via del suo nuovo look, tra l’altro apprezzato anche dallo stesso Sinner.
Ad atptour.com l’italiano ha ricordato la prima (e unica) volta contro l’iberico, nel 2020. Erano due ragazzini. “Io avevo 18 anni, lui 16. Un amico mi avvisò che avrei giocato contro un giovane molto forte, ma non lo conoscevo. Vinse 6-2 6-1: rimasi sorpreso dal suo livello”. Un vecchio adagio recita che la vendetta è un piatto che va servito freddo: questo potrebbe essere il momento giusto.
