Neanche il tempo di allacciarsi le scarpe, perché per gli italiani di New York la nottata imponeva solo di andare di fretta. Ad esempio a prendere un quarto di finale storico per il tennis tricolore, quello che vedrà di fronte Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Che hanno deciso di esagerare, come poche volte si vede nel circuito: se Lorenzo a Minar aveva lasciato appena 4 game, Jannik a Bublik ne ha concessi la miseria di tre, uno a set. Una dimostrazione di forza schiacciante, un messaggio forte e chiaro alla concorrenza.
- Bublik sconsolato: “Mi hai fatto sembrare scarso, ma non lo sono…”
- Sinner felicità: “Che bello affrontare Musetti, noi italiani andiamo forte”
- Dominio schiacciante, sul cemento negli slam sono 25 vittorie di fila
Bublik sconsolato: “Mi hai fatto sembrare scarso, ma non lo sono…”
Il povero kazako a fine partita si è dovuto rassegnare ad ammettere di aver avuto a che fare con un marziano. “Non sei umano, Jannik… io non sono così scarso… è incredibile, tu sei veramente un GOAT”, gli ha detto nel momento della stretta di mano, con Sinner che ha accolto il complimento con un bel sorriso stampato sul volto. “Sembri l’intelligenza artificiale”, ha aggiunto Bublik, mai apparso così tanto in balia delle onde come nella serata dell’Arthur Ashe.
E dire che Bublik aveva battuto Sinner ad Halle non più tardi di un paio di mesi e mezzo fa: aveva detto alla vigilia che questa sarebbe stata una partita diversa, ma forse mai avrebbe osato immaginare così tanto diversa. E per certi versi, quasi umiliante.
Sinner felicità: “Che bello affrontare Musetti, noi italiani andiamo forte”
Jannik dal canto suo sapeva che c’era bisogno di mandare un segnale forte, a se stesso prima che alla concorrenza. Perché sin qui aveva vinto, ma con margini di crescita evidenti. Stavolta è stato pressoché perfetto: il break ottenuto nel gioco d’apertura, a suo dire, ha avuto la forza di sbloccare mentalmente e consentirgli di prendere fiducia.
“Io e Bublik ci conosciamo bene, ci siamo affrontati spesso e ci sono state pure delle battaglie, soprattutto quest’anno. Nella scorsa partita, contro Paul, ha dovuto faticare tanto e penso che abbiamo pagato un po’ lo sforzo fatto per essere arrivato fino a questo punto del torneo. Oggi non ha servito bene come il solito, l’ho subito breakkato e la mia fiducia è cresciuta. Questa è stata la mia prima sessione serale e c’è una grande differenza rispetto alle partite giocate di giorno, quindi sono contento. Voglio dire grazie a tutti e per aver fatto il tifo per me”.
Gli stessi che adesso dovranno dividersi tra lui e l’amico Musetti. “Il fatto che Lorenzo sia approdato ai quarti testimonia che il tennis italiano è in grande forma, con ognuno il proprio stile di gioco. Musetti è uno dei giocatori più bravi che abbiamo e fa piacere sapere che, comunque vada, ci sarà sicuramente un italiano in semifinale. Poi giocare su questi campo è speciale veramente, perché trasmette un’energia incredibile. È l’ultimo slam della stagione, è davvero bello essere arrivato nuovamente a questo punto della competizione”.
Dominio schiacciante, sul cemento negli slam sono 25 vittorie di fila
La vittoria su Bublik è la numero 25 consecutiva tra Melbourne e Flushing Meadows, ovvero i due slam che si disputano sul cemento, con Lendl (26) e Djokovic (27) ormai a portata di aggancio, se non addirittura di sorpasso (ci sarebbe Federer a 40, ma per quello bisognerà ripassare eventualmente tra un anno… con due titoli in più in bacheca).
Bublik alla vigilia era temuto per via di un servizio tra i più efficaci: non aveva ancora perso neppure un game nel torneo (12 palle break annullate), ma perde i primi due giochi alla battuta ritrovandosi subito costretto a inseguire senza opportunità di replica. Sinner è in condizioni sublimi: quando risponde lo fa senza offrire riferimenti al rivale, che commette 4 doppi falli nel solo primo set (assurdo quello nel settimo gioco, provando a sorprendere l’italiano con una battuta da sotto che si affloscia nella rete).
Jannik non serve la prima con precisione svizzera (entra nel 58% dei casi), ma Bublik quando riceve non fa praticamente mai punto. Debordante la superiorità dell’altoatesino, tanto che quando nel terzo set (sotto 4-0) il kazako tiene la battuta esulta quasi come se avesse vinto lui la partita. È un effetto collaterale del regno ai tempi di Re Sinner, che la chiude con un 6-1 periodico che fa già storia (miglior risultato di sempre per Jannik nelle 104 partite slam disputate in carriera: eguagliato il 6-0 6-1 6-2 rifilato a Lehecka a Parigi lo scorso maggio). Con Musetti sarà un derby meraviglioso, ma forse il meglio deve ancora venire.
