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US Open senza Sinner, Panatta indica il favorito: “Vi spiego perché Alcaraz partecipa. Djokovic? È un crotalo”

Senza Sinner, gli US Open si preparano a regalare nuove sorprese: Panatta analizza i possibili protagonisti, spiega il rientro di Alcaraz e si sofferma su Djokovic

3 min di lettura

Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Senza Sinner, la cui priorità in questo momento è guarire dall’infortunio al ginocchio, chi è il favorito numero uno agli US Open? Lo scorso anno Jannik si piegò in finale a Carlos Alcaraz, che si rimette in gioco proprio sul cemento newyorkese dopo il lungo stop per il problema al polso. A esporsi, nello studio de La Domenica Sportiva, è Adriano Panatta, che rivela il motivo per cui lo spagnolo è tornato in pista, soffermandosi anche su Djokovic e Cobolli.

US Open senza Sinner: il favorito secondo Panatta

Panatta sottolinea come, pur mancando il numero uno del mondo Sinner, nel tabellone degli US Open siano presenti “dieci giocatori italiani ed è una cosa straordinaria”. Poi sposta il mirino sul traguardo finale: “È un torneo che potrà vedere anche un vincitore a sorpresa. Alcaraz è il più forte, però ci sono tanti giocatori che stanno giocando bene in questo periodo. E chi vince i Masters 1000 è vicino a vincere anche uno Slam”. Alla fine si sbilancia: “Per me vincerà Alcaraz”. Secondo l’ex tennista, “Cobolli è uno che sta lì, ha fatto la finale a Parigi. Vorrei vedere Alcaraz-Djokovic e Zverev contro Cobolli in semifinale”.

Il motivo per cui Alcaraz ha deciso di partecipare agli US Open

Ha voluto giocare questo torneo perché non ne poteva più, la verità è questa qui”, sostiene Panatta, riferendosi ad Alcaraz. “Carlos scalpita e quando sei giovane non pensi tanto a ristabilirti al 100%. Sicuramente avranno valutato le sue condizioni, però c’è anche questa voglia forte di giocare”, aggiunge. Il murciano, che esordirà contro Safiullin, punta a un’impresa non riuscita neppure a Nadal e Djokovic: vincere due US Open consecutivi. L’ultimo a riuscirci, nel 2008, fu Roger Federer.

Panatta su Djokovic: “È un crotalo”

Djokovic esordirà nella notte agli US Open contro l’argentino Mariano Navone. Il fuoriclasse serbo proverà a sfruttare l’assenza di Sinner e le non perfette condizioni di Alcaraz, al rientro dopo quattro mesi di stop, per provare a conquistare il 25esimo Slam della sua straordinaria carriera. “Ho avuto due settimane per allenarmi seriamente e mettere corpo e mente nella condizione ideale. Mi sento preparato al meglio, vedremo come andrà”, ha dichiarato Nole, che si appresta a diventare il quarto giocatore ad aver partecipato agli US Open per 20 volte nell’Era Open, dopo Jimmy Connors (22), Andre Agassi (21) e Feliciano López (20).

Io lo chiamo il crotalo: lui è sempre lì, pronto a colpirti. Se qualcosa non va nel verso giusto agli altri, lui è lì, in agguato”, ha detto Panatta. “Ritiro? E perché dovrebbe? Djokovic arriva ancora in semifinale ai Grandi Slam, come a Wimbledon. Io mi sono ritirato perché a 33-34 anni perdevo al secondo o al terzo turno, quando mi andava bene”, chiosa Panatta.

Aggiornamento: Djokovic subito fuori

L’avventura di Nole è terminata subito. Il 39enne è crollato 7-6 (7-5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 dopo una battaglia contro Navone di 4 ore e 36′ durante la quale ha nuovamente sofferto di problemi fisici come già successo a Cincinnati.

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