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US Open, Sinner tra i record di Alcaraz e l'insidia Bublik: Sascha è cambiato, cosa deve temere Jannik

Con il successo contro Rinderknech Carlitos ha stabilito due primati, superando il mito Becker. Aumentano le pressioni su Sinner: contro il kazako è vietato fallire

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Alcaraz chiama, Sinner deve rispondere. È il turno di Jannik, che agli ottavi dello US Open se la vedrà con l’unico tennista in grado di mandarlo al tappeto nel 2005 insieme a Carlitos: Bublik. Certo, si gioca sul cemento e non sull’erba, ma l’ultimo precedente tra i due spinge l’azzurro a non abbassare la guardia.

Sinner, c’è di nuovo Bublik: i precedenti e Halle

Il numero uno del ranking scenderà in campo nella notte, all’1:00 per l’esattezza. La sfida con Alexander Bublik inaugura la sessione serale all’Arthur Ashe Stadium con vista sui quarti e il possibile derby con Musetti all’orizzonte.

Sei i precedenti tra il fenomeno di San Candido e il kakazo: il bilancio sorride a Sinner, avanti per 4 lunghezze a 2. Ma l’ultimo confronto tra i due ha premiato a sorpresa il 28enne nativo di Gatcina, che si è imposto agli ottavi del torneo sull’erba di Halle, in Germania, quando occupava la 45esima posizione nella classifica ATP.

Sascha è cambiato: cosa deve temere l’azzurro

Partiamo proprio dalla sua scalata in classifica: a distanza di poco più di due mesi da Halle, Sascha ha raggiunto la posizione numero 24 grazie a prestazioni solide come la maratona che si è aggiudicato al terzo turno dello Slam americano contro il padrone di casa Tommy Paul. Oggi Bublik è un tennista diverso. Meno eccentrico, meno spettacolare, più inquadrato, più concreto. La sensazione è che all’età di 28 anni abbia raggiunto quella maturità mai veramente inseguita in passato.

Perché il talento – innegabile – va pure coltivato: è così che fanno i campioni, e lui ci ha messo tanto, troppo, a capirlo. I successi ad ad Halle, Gstaad e Kitzbuhel hanno forgiato il nuovo Sascha, che punta a interrompere la pazzesca striscia di successi di Sinner sul cemento. Ma anche i suoi numeri non sono affatto male. Sono in particolare due le qualità dell’avversario di cui Jannik deve tener conto: il suo servizio (ad Halle piazzò 15 ace) e la sua capacità di evitare di essere scavalcato. Allo US Open ha annullato tutte e 12 le palle break che ha dovuto fronteggiare e in totale ha giocato 55 game senza mai perdere il servizio.

Pressioni in aumento: gli ultimi record di Alcaraz

Sinner deve ritrovarsi dopo aver faticato oltre il previsto contro il canadese Denis Shapovalov, che si è aggiudicato il primo set per poi essere ribaltato. Soprattutto, non deve lasciarsi condizionare da ciò che avviene oltre il campo. Dalle pressioni. Come gli ultimi record di Alcaraz, che, dopo aver piegato il francese Arthur Rinderknech con lo score di 7-6(3), 6-3, 6-4, figura per la prima volta in carriera tra i primi otto di tutti e quattro gli Slam.

Non solo: a 22 anni e 118 giorni lo spagnolo è diventato il più giovane ad aver toccato quota 13 quarti di finale del Grande Slam nell’era Open, superando leggende del calibro di Becker (22 anni e 9 mesi), Borg, Djokovic e Nadal.

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