Quanto vissuto da Valerio Agnoli merita lo spazio che si deve alla sicurezza stradale, un tema aperto che presuppone il rispetto del Codice della strada, l’uso dei dispositivi e il rispetto degli altri in un contesto aperto a chiunque. La sua testimonianza, sui social, è da inquadrare in un contesto simile, dove la cultura della sicurezza riveste un ruolo decisivo. Partiamo dai fatti: Agnoli ha pubblicato un post sui suoi account social molto dettagliato, accompagnato da una foto che lo ritrae con il braccio legato al collo, lividi e giorni di prognosi per le conseguenze di un incidente ringraziando l’amico e ex ciclista Vincenzo Nibali per aver fermato il responsabile dell’impatto riuscendo a prendere targa e identità, perché, a quanto riferito sui social da Agnoli, nel timore vi potessero essere delle conseguenze.
L’incidente drammatico di Valerio Agnoli
Il racconto di Agnoli, che è uscito malconcio ma ancora inter, dal sinistro, è stato dettagliato da una sequenza di fatti, avvenimenti che hanno acceso di nuovo i riflettori sulla sicurezza sulle strade e il comportamento da tenere. Un cantiere aperto su cui sta lavorando, senza sosta, Davide Cassani.
“In 16 anni di carriera professionistica, tra milioni di chilometri percorsi in tutto il mondo, non mi era mai capitata una situazione del genere. Voglio ringraziare pubblicamente Vincenzo Nibali. Prima ancora che un campione, per me è un fratello. In un momento complicato ha dimostrato ancora una volta che persona sia. Si è immediatamente accertato che anche l’altra parte stesse bene e, allo stesso tempo, ha avuto la lucidità di chiedere numero e targa auto e foto della situazione, perché si stava creando la sensazione che qualcuno potesse andare via senza lasciare generalità”, ha spiegato nel suo lungo post.
Il racconto sui social
Agnoli era ancora a terra, dolorante, in mezzo alla strada e se non ci fosse stato qualcuno a intervenire le cose, forse, sarebbero potute andare diversamente. L’aiuto di Nibali e del comune amico Silvano Pomponi che cercava di capire quali fossero i danni fisici e le conseguenze del colpo alla testa è stato determinante, per la salute di Agnoli.
Nibali ha subito chiamato l’ambulanza e i carabinieri e “alla fine possiamo dire che è andata bene”, ha scritto Agnoli sui social. “Sulla strada serve più attenzione. Sempre!! Che si sia ciclisti, automobilisti o pedoni, poco cambia. Tutti abbiamo qualcuno che ci aspetta a casa, una famiglia, degli amici, dei figli. Fortunatamente, a parte qualche lussazione, qualche frattura e tanta paura, oggi posso raccontarla”.
Chi è Valerio Agnoli
Valerio Agnoli è nato ad Alatri il 6 gennaio 1985 ed è stato uno dei ciclisti italiani della sua generazione più noti, professionista dal 2005 al 2019. La sua lunga carriera si è chiusa, dunque, di recente con l’ultimo contratto stretto con la neonata Bahrain-Merida, dove affianca l’amico Vincenzo Nibali. Rimane alla Bahrain fino al termine di scadenza del contratto triennale con la squadra e opta per lo stop.
