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Velasco conferma: "Proverò Antropova in posto 4". Porte chiuse alle ribelli: "Alla nazionale non si dice no"

Velasco a ruota libera a poche settimane dal via della stagione della nazionale azzurra. "Alcune big avranno un mese intero di riposo. La Serie A1 va portata a 12 squadre"

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Il vate è pronto a tornare sul ponte di comando, bello tirato a lucido dopo qualche mese di meritato riposo. Anche se poi la mente di Julio Velasco è sempre in fermento, e come tale di riposare non ne vuol sapere: ha trascorso l’inverno in giro per l’Italia a parlare con le “sue” ragazze e a studiare nuove contromisure per provare a reggere l’impatto con l’estate che verrà, quella che vedrà le azzurre difendere i due titoli di VNL conquistati nell’ultimo biennio e tentare di dare l’assalto all’Europeo, unico alloro mancante (ma solo perché non l’ha mai giocato prima) nella luccicante bacheca del CT di La Plata.

Antropova assieme a Egonu, l’estate dovrà portare consiglio

Velasco alla Gazzetta ha raccontato umori e sensazioni a poco più di tre settimane da quando convocherà il primo blocco di giocatrici al centro “Pavesi” di Milano, prima tappa del percorso che porterà la nazionale verso il debutto di VNL, previsto a inizio giugno. Sarà un’Italia sperimentale, ancora orfana delle big (impegnate tra play-off scudetto e coppe europee), ma comunque in grado di fornire già le prime risposte in vista della nuova veste che potrà avere.

Anche perché mai come quest’anno la VNL servirà da contenitore per sperimentare nuove soluzioni: la salteranno Orro, Egonu, Danesi e Sylla (salvo un possibile rientro per l’eventuale fase finale a Macao, prevista a fine luglio), con Velasco che concederà loro almeno 4 settimane piene di riposo dall’ultimo impegno con le squadre di club.

Non sarà invece dispensata dalla VNL Kate Antropova, e il motivo l’ha spiegato già in tempi non sospetti: “Proveremo a farla giocare come schiacciatrice, in posto 4. Kate deve migliorare in difesa, ma a muro ci può dare tanto e potrebbe mettere in grossa difficoltà opposti come Haak, Boskovic o Vargas, qualora se le trovasse di fronte in prima linea. È un esperimento, ma è qualcosa che avevo in mente di provare già negli anni passati, quando però non c’è stato il tempo per farlo. Ora i tempi sono maturi e la VNL sarà il palcoscenico adatto per fare un test accurato”.

Porte chiuse per chi aveva detto di no alla nazionale

Velasco sogna una combo Egonu-Antropova, con una tra Sylla, Nervini e Giovannini a completare poi la banda (Sylla è cresciuta tanto in difesa, Nervini ormai è una stella non solo per ciò che dice l’anagrafe ma anche per come interpreta il ruolo a Chieri, mentre Giovannini in difesa è una garanzia a prescindere”), ma sul resto ha le idee chiare. De Gennaro non è facile da sostituire, ma con Fersino, Spirito e Moro siamo più che coperte nel ruolo. A Moki ho detto che per lei un posto nello staff ci sarà sempre, se vuole anche la prossima estate, perché una come lei è un patrimonio per il movimento azzurro e non dovrà andare disperso una volta che deciderà di ritirarsi”.

Porte chiuse a doppia mandata invece per quelle giocatrici che un anno fa decisero di rinunciare alla chiamata. “Dal 1989, da quando per la prima volta allenai la nazionale maschile, la regola è sempre stata la stessa: non accetto chi mi dice di rinunciare a una convocazione per curare i propri acciacchi. Alla nazionale si deve sempre rispondere: poi, qualora ci siano situazioni da gestire in un certo modo, la decisione va presa d’intesa con lo staff medico della nazionale e del club, ma non rinunciando a priori. Chi si comporta in questa maniera con me ha chiuso”.

Bonifacio, Chirichella, Lubian e Pietrini dunque fino al 2028 non finiranno mai nell’elenco delle convocate, almeno fino a quando ci sarà Velasco CT. “Dopo Los Angeles passerò la mano a qualcun altro, com’è giusto e naturale che sia”.

La Serie A1 da portare a 12 squadre e quel calendario da non toccare

Sui temi tanti cari agli appassionati, Velasco ha ribadito più o meno di essere in sintonia con quel che racconta la vulgata. “Si gioca troppo nella stagione di club, una Serie A1 a 12 anziché 14 squadre sarebbe più che auspicabile.

Quanto al calendario, mi auguro che la FIVB non voglia davvero andare avanti con la riforma dei tornei delle nazionali inseriti a metà stagione: l’unica cosa che funziona nel volley rispetto agli altri sport è questa netta distinzione tra periodi dedicati ai club e alle nazionali, dove andrebbero riviste solamente le quantità di partite”.

Un ultimo pensiero per l’amico e collega CT Quesada: “Noi argentini siamo gente che sa adattarsi, nel senso che ci basta poco per inventarci sempre qualcosa di bello. Sapevo che avrebbe fatto bene con la nazionale di rugby: ci sentiamo spesso, non posso che essere felice per i risultati che sta ottenendo”.

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