Vincere aiuta a vincere, e tutto sommato l’Italvolley targata Velasco delle vittorie ne ha fatto ben più di un semplice marchio di fabbrica. Tanto che la marcia di avvicinamento ai primi impegni ufficiali dell’estate 2026 ha raccontato di soli successi: 5 gare disputare, 5 gare vinte, anche se qualche criticità lungo il percorso è emersa, unitamente alla convinzione che questo gruppo, così come è stato assemblato, potrà dire la sua anche in una VNL che si presenta alla stregua di un laboratorio con vista sull’avvenire.
- Bene Antropova in posto 4, ma il CT promuove tutte
- Le "risorse" che fanno la differenza: elogi a Obossa e Adigwe
- La "nuova" Italia per la VNL: l'assetto trovato da Velasco
Bene Antropova in posto 4, ma il CT promuove tutte
Il presente è rappresentato però da Kate Antropova che spostata in posto 4 ha subito fatto capire di essere perfettamente tarata sul compito che Velasco intenderà chiedergli nel corso dell’estate. Tanto da realizzare 20 punti al debutto con la Turchia e 20 punti nella sfida con la Polonia, quella che ha consegnato all’Italia la vittoria finale nell’AIA AeQuilibrium Cup di Genova.
“Sappiamo che l’attende un percorso lungo e non certo semplice, però l’avvio è stato certamente positivo e le prospettive sono sicuramente buone”, ha spiegato il CT riferendosi al nuovo ruolo dell’ex opposto di Scandicci. In generale, Velasco è sembrato gradire quanto fatto dalle sue ragazze, al netto di prestazioni non sempre impeccabili.
“Vero, qualche errore l’abbiamo commesso, però la squadra ha mantenuto sempre la lucidità per ribaltare le situazioni anche meno favorevoli, e questo significa che mentalmente il gruppo è ben impostato su quello che c’è da fare per continuare a vincere. Vero è che venivamo da una settimana di lavoro intenso, e quindi la stanchezza ha avuto un suo ruolo nelle tre giornate di gare. Sappiamo che esistono margini di crescita notevoli e sicuramente in VNL dovremo alzare sia la soglia dell’attenzione che anche la qualità del nostro gioco”.
Le “risorse” che fanno la differenza: elogi a Obossa e Adigwe
Velasco è parso però soddisfatto soprattutto dell’atteggiamento mostrato da alcune delle sue ragazze. Detto di Antropova, che è subito diventata performante in un ruolo dove non giocava da anni (cioè dai tempi delle giovanili), il CT non ha mancato di elogiare chi, a seconda della serata, ha inciso in modo determinante per trascinare il gruppo fuori dai momenti più delicati.
“Penso a quel che ha fatto Adigwe con la Turchia e anche a ciò che Obossa ci ha permesso di fare nell’ultima partita contro la Polonia. Questa cosa ha una sua valenza, perché significa che più giocatrici riescono a rendersi utili e trascinanti nel momento in cui vengono chiamate in causa. E una squadra che sa di poter disporre di più risorse diventa una squadra più sicura di sé e delle sue potenzialità”. La riprova, come detto, dovrà arrivare dalla settimana di Brasilia, dove le azzurre (che in gare ufficiali non perdono da 36 incontri) sfideranno Bulgaria, Turchia, Olanda e Brasile.
La “nuova” Italia per la VNL: l’assetto trovato da Velasco
L’Italia che volerà in Sudamerica sarà radicalmente diversa dall’ultima che a Bangkok aveva messo piede sul trono del mondo, battendo nelle gare decisive proprio Brasile e Turchia. Un’Italia che s’è mostrata comunque per essere pronta alla battaglia, con Manfredini e Marchesini che sottorete hanno dimostrato di essere già mature al punto giusto per rispondere presenti alla chiamata del CT (ci sarà anche Nwakalor, nei primi test aveva mandato segnali importanti).
In banda, con Antropova c’è la “solita” Nervini che quando c’è da salire di colpi non si fa pregare, più Omoruyi e l’inossidabile Giovannini pronte a dare il loro contributo. In posto due tra Adigwe, Obossa e Diop c’è soltanto l’imbarazzo della scelta per mettere Carlotta Cambi nelle condizioni di armare nel modo migliore la principale bocca da fuoco azzurra, mentre Eleonora Fersino ormai è perfettamente a suo agio nei panni del libero che non deve far rimpiangere l’assenza di un totem come Moki De Gennaro. Insomma, un’Italia nuova nelle interpreti, ma con la mentalità di sempre.
