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Verona-Sassuolo: Grosso rivela cos'ha fatto sul rigore di Pinamonti, poi il siparietto in tv. Lo sfogo di Zanetti

Gli emiliani si godono i 3 punti e il -3 in classifica dalla vetta, per i veneti invece la situazione è critica. L'umore opposto dei due allenatori

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Il day after di Verona-Sassuolo è assai dolce per gli emiliani e parecchi amaro per i veneti. Dopo un inizio di stagione piuttosto in salita, Fabio Grosso si ritrova ora a 3 punti dal primo posto e con in mano una squadra che è tornata a girare come accadeva nello scorso anno in B. Il morale è decisamente opposto per Paolo Zanetti, che ha raccolto solo 3 punti in 6 gare ed è ancora alla ricerca del primo successo nel torneo.

Il sorriso di Grosso e la scaramanzia sui rigori

Lo avevano messo già in discussione a Fabio Grosso, dopo le prime due partite perse contro Napoli e Cremonese. Ma come l’araba fenice è risorto da un funerale celebrato con troppa fretta e con troppa poca pazienza. Il Sassuolo ha raggiunto quota 9 punti: un bottino certamente rassicurante in 6 gare considerate pure le premesse iniziali. Ma non c’è spazio per parlare di classifica: “Preferisco sorvolare“, racconta l’allenatore a fine gara con un atteggiamento scaramantico che è tipico del mondo del calcio.

A proposito, di riti apotropaici: il calcio di rigore è sempre un momento delicato e di massima tensione per gli addetti ai lavori. Da questo punto di vista l’eroe del Mondiale vinto del 2006, di esperienza ne ha accumulata tantissima nel corso della sua carriera. Eppure su Pinamonti ha preferito non guardare: “Ma dato l’esito la prossima volta lo guarderò“, ha detto poi con un sorriso chiaramente giustificabile dopo i 3 punti raccattati al Bentegodi.

Le parole dello sconfitto che si tiene la prestazione

Se c’è un vincitore, dall’altro lato deve necessariamente esserci uno sconfitto. Nel caso specifico ha il volto di Paolo Zanetti, ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale sulla panchina del Verona. La situazione non preoccupa il tecnico degli scaligeri: “A livello di prestazione è sotto gli occhi di tutti che stiamo attraversando un buon momento, dall’altro lato però siamo consapevoli che questo non basta. Non deve però diventare un’ossessione. L’ossessione deve essere la ricerca di una prestazione, che a lungo termine porta risultati verso l’obiettivo“.

I giovani gialloblù sono bravi, specialmente quelli offensivi come Gift Orban e Giovane. I gol, però, stentano ad arrivare: “Che si crei così tanto al primo mese mi lascia ben sperare“, è la difesa del tecnico che tutela giustamente i ragazzi acquistati dall’abile diesse Sean Sogliano.

Il tema arbitrale nel post-gara

Come spesso accade, c’è poi la questione arbitrale a tenere banco subito dopo il triplice fischio finale di Verona-Sassuolo. Se contro la Juventus si è parlato tantissimo del tema, stavolta Paolo Zanetti preferisce tenere bassi i toni pur facendo presente che qualche errore da parte di Fourneau ci sia stato. “Mi è piaciuto sempre lo stile del Verona – spiega il tecnico – : lavorare tanto e lamentarsi poco. A volte gli arbitri sbagliano, è giusto guardare avanti senza dietrologia. Di sicuro in questo momento ci sono degli episodi che fanno discutere ed è giusto che ne discutiate voi. Orban? lo non ho visto immagini dove la tocchi con la mano, lui ha detto di averla colpita con la testa. Come il fallo su Serdar, lui è molto convinto di aver subito fallo“.

Verona-Sassuolo: Grosso rivela cos'ha fatto sul rigore di Pinamonti, poi il siparietto in tv. Lo sfogo di Zanetti Ansa

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