Era il 2015 quando il presidente della Lazio Claudio Lotito finì nella bufera per una sua esternazione poco simpatica ai danni della presenza di Carpi e Frosinone in Serie A in un’intercettazione telefonica, successivamente ad aizzare la polemica contro il Frosinone e le neopromesse che sviliscono con il loro rendimento, la massima serie fu Aurelio De Laurentiis in un’intervista al New York Times ma la nuova promozione dei ciociari in A deve far riflettere e va presa come esempio anche per le big e per tutto il movimento del calcio italiano. Vincere e dare spettacoli con una squadra quasi tutta composta da giocatori italiani e con giovani del vivaio si può e il Frosinone ne è la prova.
- La gaffe di Lotito
- La proposta di De Laurentiis
- Il Frosinone un miracolo italiano
- Il segreto di Alvini
La gaffe di Lotito
Si diceva di Lotito: il patron biancoceleste – come risultò da un’intercettazione – disse: “Ho detto ad Abodi (presidente di Lega B): se me porti su il Carpi, se me porti squadre che non valgono un c… noi tra due o tre anni non c’abbiamo più una lira. Se c’abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?..”
La proposta di De Laurentiis
Più di recente fu Aurelio De Laurentiis a proporre la propria rivoluzionaria idea per migliorare il sistema calcio italiano parlando al NY Times: “Club come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Dovrebbero essere multati se non possono competere”. La replica di Stirpe fu glaciale: “Io coi soldi dei diritti tv ci ho fatto lo stadio, lui invece?”.
Il Frosinone un miracolo italiano
L’artimetica conquista della serie A è arrivata venerdì dopo una cavalcata trionfale. E con numeri che fanno riflettere: 81 punti, 76 gol fatti, secondo miglior attacco. Primi per tiri in porta. Primi per tocchi in area. Soltanto 3 sconfitte in 38 partite. Sette-otto calciatori italiani in campo dall’inizio, a volte 9 in campo. Tre titolari provenienti dal vivaio : Palmisani, Bracaglia e Cichella Quattro calciatori nella rosa della Nazionale under 21 di Baldini. Ma non finisce qui.
Il Frosinone è la squadra più giovane della B (23,4). Il ds Castagnini per allestire la rosa ha speso 40,8 milioni: meno dei 64 milioni investiti dal Venezia, pure dei 46 del Monza e dei 41 della Sampdoria. Ha lo stadio e il centro di proprietà e i conti a posto, l’unico tra le prime quattro forze della B con un patron italiano. Maurizio Stirpe ha preso il Frosinone in serie C2 nel 2003 e l’ha portato in serie A. Per 4 volte.
Il segreto di Alvini
In panchina il Frosinone ha puntato su Massimiliano Alvini. uno che la A – dopo tanta gavetta, partendo partendo da Fucecchio dove faceva il rappresentante di suole delle scarpe – l’ha vissuta solo per pochi mesi con la Cremonese tra il 2022 e il 2023.
Il suo modello-base è il 4-3-3 (“L’idea è quella che abbiamo visto nel Bayern o nel Psg, pur con una qualità inferiore, ovvio. Ma conta l’idea. Mi piace Luis Enrique, mi piace Emery. Ma mi piace anche una squadra di terza serie olandese che guardo spesso perché non si capisce cosa fanno, con i giocatori che corrono ovunque: fantastici”. Ora la nuova scommessa: riuscire a salvare il Frosinone in A, cosa mai successa a nessuno prima. Con gli italiani, i giovani e un presidente italiano. Alla faccia di De Laurentiis e Lotito.
