Oggi sulle strade alpine è arrivata la conferma che Giulio Pellizzari sarà un degno candidato a fare classifica al prossimo Girod’Italia, ma Jonas Vingegaard a quanto pare in testa ha già sogni a tinte… gialle. Perché il Tour rimane la corsa da vincere, costi quel che costi, e sebbene la scelta di preparare il Giro non sia stata causale (dopo aver vinto la Vuelta ad agosto, il danese punta a completare la “triplice corona” dei GT), è evidente che il focus stagionale resti comunque ben fissato su quel che succederà a luglio sulle strade di Francia. Perché dopo due secondi posti Vingegaard ha voglia di riprendersi il trono, sebbene tirar giù Tadej Pogacar potrebbe apparire impresa fuori portata per chiunque.
- L'alternanza che ha segnato il decennio al Tour
- Prima del Tour c'è sempre il Giro: "Vengo per vincere"
L’alternanza che ha segnato il decennio al Tour
In questo inverno dove ha già dimostrato di saper vincere nelle poche corse che ha disputato (due tappe e la generale sia alla Parigi-Nizza che alla Volta a Catalunya), Vingo ha ribadito di essere perfettamente centrato sugli obiettivi da raggiungere. Il Giro, dove certo la concorrenza sarà minore (Pellizzari è il volto nuovo che fa sognare l’Italia: Joao Almeida il rivale più accreditato, poi occhio a chi la maglia rosa l’ha già portata a casa come Richard Carapaz ed Egan Bernal), dovrà rappresentare una sorta di anticamera verso il duello al Tour col rivale di sempre.
“Negli ultimi anni io e Pogacar ci siamo spartiti le vittorie nella corsa francese”, ha spiegato il danese alla redazione sportiva di TV2, organo di informazione del paese scandinavo. “Due anni ha vinto Tadej, poi due anni ho vinto io, quindi negli ultimi due anni s’è imposto nuovamente lui. Ecco, diciamo che per quanto ha detto il passato, quest’anno dovrebbe toccare a me portare la maglia gialla a Parigi”, ha spiegato il capitano della Visma.
“Personalmente sento che potrebbe essere l’anno buono per me. La preparazione è stata ottima, sino a questo momento tutto è andato per il verso sperato, dunque le sensazioni che ho ricevuto sia in gara che in allenamento sono state ottime. Io penso di poter vincere il Tour e non mi spaventa il fatto che prima dovrò correre il Giro, perché anzi penso possa aiutarmi a essere ancora più competitivo e performante in Francia”.
Prima del Tour c’è sempre il Giro: “Vengo per vincere”
Proprio la corsa rosa, che Vingegaard affronterà per la prima volta, diventa l’occasione per provare a mettersi nuovamente in gioco. “Chiaro che adesso tutte le mie attenzioni sono rivolte al Giro. Il fatto che il percorso di avvicinamento sia andato bene mi spinge a pensare che ci sia lo spazio per puntare a conquistare la vittoria finale, e spero che tutto possa giocare a mio favore”.
Invero Vingo era caduto a inizio gennaio durante un allenamento in Spagna, infastidito da un cicloamatore che voleva prendergli la ruota. Ma in gara la superiorità mostrata nelle due corse disputate sta lì a ribadire che il danese quest’anno non vuol fare prigionieri: pensare a emulare Pogacar versione 2024, quando fece doppietta Giro-Tour, è più di una meravigliosa idea.
