Che sta succedendo alla quella corazzata che è, o meglio è stato, il team Visma? Lo squadrone che si è preso la scena nel ciclismo degli ultimi anni sembra sempre più una nobile decaduta, stretta intorno al suo leader, o per meglio dire uomo copertina Jonas Vingagaard (che non assicura continuità tutto l’anno) e alle prese con un fuggi fuggi di corridori e pure di sponsor principali. Oltre a subire la concorrenza dell’attuale pietra di paragone delle corse, sia di un giorno che a tappe, ovvero l’UAE Team Emirates XRG di Tadej Pogacar (ma anche di Isaac Del Toro, Joao Almeida, Pavel Sivakov…), per tre anni di fila miglior squadra UCI.
- Nonostante le vittorie il team Visma sembra in difficoltà
- La Visma perde il suo sponsor principale
- La Ineos si rilancia con Netcompany: investimento milionario per cinque anni
- Riis: "Vingegaard dovrebbe considerare la Netcompany Ineos"
Nonostante le vittorie il team Visma sembra in difficoltà
Intendiamoci, non è che il team Visma | Lease a Bike sia sprofondato negli inferi del ciclismo. Lo scorso anno questa realtà si è portata a casa la vittoria al Giro d’Italia con Simon Yates e alla Vuelta con Vingegaard, finito pure al secondo posto al Tour, che è stato vinto nella versione femminile da Pauline Ferrand-Prévot, prima anche nella Parigi-Roubaix. Ma all’inizio del 2026 si è iniziato ad avvertire qualche cedimento di troppo nell’impalcatura del team olandese. L’addio alle corse ex abrupto di Simon Yates lo scorso gennaio, una decisione che ha spiazzato alla vigilia di una stagione in cui pareva che il britannico timbrasse regolarmente il suo cartellino, ha alimentato le voci su una squadra che iniziava un po’ a sbandare.
Sono saltate fuori le dichiarazioni di ex corridori, entrambi prospetti di buone speranze, come Cian Uijtdebroeks (che attualmente corre per la Movistar, rescindendo anticipatamente il contratto con la Visma) e Attila Valter (oggi alla Bahrain-Victorious), i quali avevano parlato di un clima che si era fatto teso ed eccessivamente ricco di pressioni dopo che alla fine della stagione 2024 il direttore sportivo Merijn Zeeman aveva lasciato il team.
Ma questo 2026 ha anche riservato alla Visma altri scossoni: Vingegaard ha dovuto rinunciare all’UAE Tour a causa di una caduta in Spagna e di un periodo di indisposizione, e nel mentre il suo allenatore personale di lungo corso Tim Heemskerk salutava la squadra dopo una decisione meditata a lungo. E guarda caso, il tecnico ha parlato di una situazione in cui non riusciva più ad essere creativo né a poter lavorare con la consueta passione.
Dichiarazioni che alimentano il pregiudizio su un team Visma che punta tutto sulla meticolosità spinta all’eccesso ma senz’anima nel preparare le gare. Anche se nel frattempo è proprio la Visma ad aver strappato a Pogacar la vittoria alla Roubaix con un ritrovato Wout van Aert: un successo pesante, se consideriamo che ha fatto sì che il campionissimo sloveno rinviasse a chissà quando l’impresa di vincere tutte e cinque le monumento, per di più nell’arco di una singola stagione.
La Visma perde il suo sponsor principale
Ma quello che preoccupa non è tanto l’aspetto sportivo, quanto quello economico. Negli ultimi tempi i media hanno parlato di un disimpegno da parte dello sponsor principale Visma, non totale giacché continuerebbe ad investire sulla squadra ma in una posizione più defilata. Ergo, per la prossima stagione servirebbe un nuovo main sponsor che possa fare una notevole iniezioni di liquidi affinché la squadra possa competere ad armi pari non solo con l’UAE, ma anche con altre realtà di spessore come la Red Bull-Bora-Hansgrohe di Evenepoel o la Decathlon CMA CGM di Seixas.
Visma, società di software, attualmente sostiene il team con una ventina di milioni a stagione. Ma nel 2027 bisognerà trovare qualcun altro disposto a mettere tutti questi capitali, laddove gli altri sponsor come Lease a Bike, Cervélo, Jumbo, Rabobank, SRAM e Skoda continueranno a stare al fianco della squadra. Secondo il management del team chi subentrerà alla società di software dovrà inoltre mettere sul tavolo in più anche una decina di milioni di euro per consentire alla realtà ciclistica di ritagliarsi un ruolo di primo piano in questo sport ad alti livelli.
La Ineos si rilancia con Netcompany: investimento milionario per cinque anni
Se la Visma fatica, altre squadre invece sembrano decise a riscattare un presente non esattamente sontuoso. È il caso della Ineos Grenadiers, erede del glorioso team Sky di Wiggins e di Froome e che negli ultimi anni è finita un po’ ai margini in termini di successi nel World Tour. Ma la sua situazione ora si è fatta diametralmente opposta rispetto alla Visma. La Ineos ha firmato un accordo di cinque anni con Netcompany, società di consulenza informatica danese che sta prosperando nell’era dell’intelligenza artificiale. E che farà prosperare anche il team britannico di ciclismo, le cui casse accoglieranno in un quinquennio – da quanto trapela, ma ovviamente non ci sono cifre ufficiali – 100 milioni di euro.
Con un budget del genere, anche grazie all’impegno crescente di TotalEnergies laddove non si sa sino a quando la Ineos resterà proprietaria, la Netcompany Ineos (questo il nuovo nome dopo l’ingresso del main sponsor, che sarà tale già dal Giro d’Italia di quest’anno) potrebbe rinverdire i fasti dell’era Sky. E tentare non pochi corridori di primo piano per strapparli alle loro squadre, da Seixas e Vingagaard.
Riis: “Vingegaard dovrebbe considerare la Netcompany Ineos”
A proposito di quest’ultimo, mentre si prepara all’imminente Giro d’Italia potrebbe anche considerare altre casacche per la prossima stagione, nonostante un contratto che lo lega alla Visma sino al 2028. Questa perlomeno è l’opinione di Bjarne Riis, già vincitore del Tour e già dirigente ciclistico, ai microfoni di BT ha spiegato che la Visma dovrebbe preoccuparsi di una concorrenza che si sta rafforzando finanziariamente, consigliando a Vingegaard di “riflettere sulla cosa: non dico che dovrebbe cambiare squadra, però almeno un pensiero dovrebbe rivolgerlo. Altrimenti non sarebbe ambizioso da parte sua”.
Il danese nei tempi recenti aveva parlato anche di un suo ritiro dal ciclismo, ma è anche rimasto impresso lo sfogo della moglie Trine Hansen che lo scorso anno, mentre il consorte affrontava il Tour, si scagliava contri i metodi e i ritiri imposti dalla Visma. “La Netcompany Ineos potrebbe essere la squadra dei sogni per Jonas – ha proseguito Riis -, la realtà migliore se volesse diventare una minaccia per Pogacar. E sono certo che sarebbe un’accoppiata vincente. Alla Visma probabilmente non piaceranno queste parole, ma sono certo che questo team ha le persone, le risorse e l’esperienza necessarie per Jonas”.
