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VNL, l'Italia "vede" le Finals: 3-0 anche all'Argentina con Romanò e Bottolo sugli scudi (e Lavia torna a martellare)

Arriva la settima vittoria in 11 gare per l'Italia di De Giorgi, ormai a un passo dalla qualificazione per le Finals che assegneranno il titolo. Domani mattina contro Cuba l'occasione per chiudere i conti

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Siamo a un passo da Ningbo, siamo dove volevamo essere. Anche se bisognerà completare l’opera domani mattina, quando alle 8,30 italiane contro Cuba (già salva, ma non per questo meno affamata) con una vittoria l’Italia di Fefé De Giorgi avrebbe la certezza di andare a giocarsi la VNL nelle Finals (tabellone tennistico dai quarti in poi, senza possibilità d’appello). Il 3-0 sull’Argentina era quello che ci voleva per far quadrare tutti i conti e tenersi perfettamente in linea: un 25-22 alla terza che proietta gli azzurri in alto in classifica, tenendoli al riparo da possibili sorprese. Ma per non star lì a fare troppi calcoli, meglio battere Cuba e chiudere ogni discorso.

Concreta, solida e attenta: riecco la “vera” Italia

L’Italia ad ogni modo ha confermato di aver ritrovato il ritmo dei giorni migliori. Squadra che carbura in virtù anche dei rientri eccellenti di gente come Giannelli, Balaso e Romanò, quest’ultimo top scorer di giornata con 15 punti, molti dei quali spalmati nel corso dei primi due parziali. Nel terzo c’ha pensato Bottolo ad alzare l’asticella, soprattutto quando l’Argentina è tornata a contatto e ha persino pensato di provare a spingere gli azzurri più in là nel match. Con 13 punti, di cui 3 arrivati nelle battute conclusive, lo schiacciatore della Lube ha fatto la differenza, ma bene è andato anche Daniele Lavia, riproposto titolare da Fefé e apparso decisamente molto più in confidenza rispetto alle prime uscite (9 punti per la banda di Cariati).

Per il resto, l’Italia ha fatto semplicemente quello che doveva fare: sapeva di non poter prescindere dalla vittoria, meglio ancora se non avesse concesso set. È quello che ha fatto, e tutto sommato ha fatto sembrare le cose anche abbastanza semplici. Anche se domani contro Cuba, che a Osaka è ancora imbattuta, ci sarà da battagliare, e nemmeno poco: i caraibici non avranno più nulla da perdere, essendo già salvi (retrocede il Canada) e potendo dunque giocarsela senza alcuna remore. Per l’Italia, un test decisamente probante, con la consapevolezza che senza una vittoria il rischio concreto è di non volare a Ningbo.

Romanò e Bottolo implacabili, Giannelli ispira

L’Argentina s’è dimostrata squadra ostica, ma poco ha potuto nei momenti chiave per riuscire a contrastare la superiorità degli azzurri. Con Mati confermato al centro assieme a Sanguinetti e Lavia riproposto accanto a Bottolo, la partenza è stata punto a punto fino alla prima accelerata forte firmata da un tocco di pura astuzia di Giannelli e un muro di Mati, con annesso errore avversario (17-14). Al tentativo di rimonta argentino ha risposto il solito Bottolo con due attacchi pesanti per andare a set point, chiuso alla seconda opportunità con un bel primo tempo di Mati.

Nel secondo lo scatto azzurro avviene un po’ prima (11-7 con tre attacchi consecutivi di Romanò), poi Giannelli trova a muro un altro punto pesante e sul 14-8 pare tutto in discesa. Si sale senza affanni sino al 23-17, poi però arrivano 4 punti consecutivi dei sudamericani interrotti da una parallela di Bottolo che rimette le cose a posto, con Lavia che si prende la briga di chiudere i conti alla seconda palla set.

Nel terzo entra Galassi ed è lui a firmare la parità a quota 8, con Romanò che mette la freccia nell’azione successiva. Giannelli s’inventa un punto da beacher (o qualcosa di simile) per provare a spingere l’Italia avanti, ma l’Argentina resta attaccata, trovando la parità a quota 16, e si arrende solo nel finale a un paio di parallele di Bottolo, che poi beneficia di una free ball dopo una battuta spacca tutto di Sani. I conti li chiude Romanò a muro per un altro 25-22 che fa felici tutti.

ansa

Concentrazione alta: “Non abbiamo ancora finito…”

Giannelli e De Giorgi a fine gara fanno capire però che nulla è stato ancora fatto.Abbiamo un’altra partita da vincere, e sarà durissima perché conosciamo bene il valore e le qualità di Cuba”, commenta il capitano. “Era importante dare continuità al successo sul Belgio e direi che ci siamo riusciti, giocando bene soprattutto i punti importanti. Abbiamo disputato un’ottima partita e questa credo che sia la nota più importante, perché tutti stiamo prendere ritmo e convinzione”.

Fefé a sua volta loda la prova di squadra: “Ci siamo stati quando c’era da soffrire e non ci siamo fatti pregare quando si poteva attaccare. È un risultato che vale tanto, ma dobbiamo ancora guadagnarci la qualificazione alle Finals, e questo resta il nostro unico pensiero e obiettivo. Ma la prestazione offerta dai ragazzi, specie in difesa e in aiuto l’uno dell’altro, va sicuramente nella direzione giusta”.

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