Saranno Itas Trentino e Rana Verona a giocarsi il primo trofeo italiano della stagione: a Bologna, in una Unipol Arena stipata in ogni ordine di posto, Trento ha avuto ragione al tiebreak di una coriacea Piacenza, battuta 3-2 (25-21, 16-25, 23-25, 25-22, 15-11) dopo una partita piena di ribaltoni. L’impresa di giornata l’ha fatta però Verona, che ha battuto nettamente per 3-0 la Sir Susa Scai Perugia (25-19, 25-21, 25-19) interrompendo la striscia di vittorie consecutive dei perugini, che durava da fine novembre (21 partite di fila).
- Bovolenta non basta: Trento la vince con Faure (e Ramon)
- Verona "brutalizza" Perugia: super Keita (sotto gli occhi di Fefè...)
Bovolenta non basta: Trento la vince con Faure (e Ramon)
La sfida tra Trento e Piacenza s’è decisa in volata, con l’Itas che saputo sfruttare l’onda lunga generata nelle prime battute del tiebreak, impedendo alla Gas Sales di riportarsi a contatto. Una sfida bella e avvincente, magari con qualche errore di troppo da una parte e dall’altra, ma valida agonisticamente e piena di ribaltoni.
Alla fine Trento s’è fatta bastare i 24 punti di Theo Faure, uno in più rispetto a un Alessandro Bovolenta efficace anche a muro (ne ha mandati a referto 3), certo più preciso in avanti di un Mandiraci che nel momento clou ha abbassato le proprie percentuali (40% in attacco e 19 punti totali). L’Itas è stata brava soprattutto a non disunirsi dopo aver lasciato per strada un terzo set che pareva già messo in cassaforte, dilapidando 6 punti di vantaggio e cedendo alla vorticosa rimonta piacentina griffata dal turno al servizio di Paolino Porro.
Nel quinto e decisivo set Trento ha trovato in Ramon e Flavio gli uomini in missione, conquistando una finale che vale tantissimo, pensando all’assenza di Alessandro Michieletto (che salvo sorprese non ci sarà neanche domani). Ma almeno s’è rivisto in campo Daniele Lavia, accolto dall’ovazione dell’Unipol Arena: 4 ricezioni per un assaggio di campo dopo 6 mesi di attesa, con annessi sorrisi. Ovazione tributata anche a Gianluca Galassi, alla prima partita disputata dopo aver fatto sapere di essersi sottoposto a un intervento di rimozione di un tumore a un testicolo.
Verona “brutalizza” Perugia: super Keita (sotto gli occhi di Fefè…)
Come un anno fa, ma molto più duramente di un anno fa: Verona fa ancora una volta uno scalpo eccellente a Perugia, che stavolta però cede senza colpo ferire vedendo interrotta la striscia positiva di vittorie in tutte le competizioni, che durava da 21 partite (ultimo ko. il 23 novembre con Trento).
La Rana è stata semplicemente perfetta: trascinata dai 17 punti di Keita (sotto gli occhi di Fefè De Giorgi: tra una pausa e l’altra ci sarà scappata una parola su un futuro a tinte azzurre…) e dai 13 di Darlan, devastanti tanto in attacco quanto soprattutto al servizio, hanno brutalizzato una delle versioni più spente di stagione della Sir, che non perdeva 3-0 da una vita.
Battuta d’arresto pesante per Giannelli e compagni, che hanno pagato dazio anche alla fatica dopo un tour de force intensissimo e così facendo si vedono costretti a rinunciare al dolce proposito di puntare ai 5 trofei stagionali vinti da Parma nel 1990 (avevano già messo in bacheca il Mondiale per Club a dicembre, restano comunque Supercoppa, Superlega e Champions League). Ma il campanello d’allarme a Bologna è risuonato forte e chiaro. Verona invece adesso può (e deve) sognare: un anno fa si fermò in finale contro Civitanova, stavolta proverà a completare l’opera contro Trento. Comunque, una finale per veri intenditori.
