Doveva essere una semifinale, si è rivelata piuttosto una passeggiata. Di salute, perché Perugia non ha dovuto neppure sudare chissà quanto per avere ragione del Volei Renata e prendersi la terza finale in altrettanti partecipazioni al Mondiale per Club. Le altre due le ha vinte entrambe, ma quella in programma domenica alle 22,30 italiane contro i giapponesi dell’Osaka Bluteon promette di essere quantomeno un po’ più complicata, ripensando anche al sofferto 3-2 conquistato nella fase a gironi. Poche ciance, però: la Sir è dove voleva essere, e buttarla giù a dalla torre sarà impresa ardua.
- Ben Tara scatenato, Giannelli ispirato: Sir senza freni
- La rivincita con Osaka è la finale più degna
Ben Tara scatenato, Giannelli ispirato: Sir senza freni
Il Renata, per quanto abbia provato a far leva sul pubblico amico, quasi non è entrato neppure in campo. Un po’ per demeriti propri, un po’ perché Perugia l’ha letteralmente azzannata sin dalle prime battute di serata.
Emblematici i parziali mandati a referto: 25-15, 25-16, 25-21. Non sono numeri degni di una semifinale di un mondiale, ma la differenza a livello tecnico e di attitudine a stare a certi livelli è parsa oggettivamente enorme. Anche perché la Sir per l’occasione ha ritrovato un Wassim Ben Tara in versione “toro scatenato”: l’opposto tunisino ha letteralmente fatto quello che ha voluto, dominando tanto in attacco quanto negli altri fondamentali (16 punti, un ace e due muri), giusto per non farsi mancare nulla.
Giannelli però ha potuto innescare una Perugia grandi firme in tutti i reparti: Semeniuk (9 punti), Plotnytskyi (10), Loser (11) e Solé (8) hanno risposto presenti, e pure Yuki Ishikawa quando è stato scongelato dalla panchina dopo tre gare di attesa ha fatto vedere di essere a sua volta bello caldo. Insomma, impossibile per chiunque arginare questi Block Devils, che in 12 partite nella storia della competizione hanno raccolto 12 vittorie con 36 set vinti e appena tre lasciati per strada.
La rivincita con Osaka è la finale più degna
Due di questi li ha portati a casa Osaka, avversaria in una finale inedita per il format, perché mai prima di quest’anno nell’atto conclusivo si erano affrontate una squadra europea e una asiatica. Nishida e Lopez con 13 punti a testa hanno demolito quel che restava del Warta Zawierce, la squadra sconfitta dalla Sir nella finale di Champions dello scorso maggio, che dunque non potrà avanzare alcuna pretesa di rivincita, costretta a giocarsi la finalina con il Renata.
Perugia invece viaggia spedita verso l’ennesima finale che conta, pronta a dedicare un’eventuale vittoria a coach Lorenzetti, che è rimasto al timone della squadra nonostante due giorni fa ha perso il papà Giuseppe (impossibile organizzare un viaggio di ritorno prima della fine del torneo).
Osaka però ha dimostrato di essere una brutta gatta da pelare: aspettarsi un’altra battaglia dopo il 3-2 di mercoledì scorso è più che lecito, ma il pronostico resta comunque dalla parte di Giannelli e compagni, che sognano di alzare il primo trofeo di una stagione dove teoricamente ne possono puntare cinque, come la Maxicono Parma del 1990.
