Il mondo del volley s’inchina di fronte al maestoso 2025 delle formazioni italiane. Che hanno dominato in ogni direzione: dopo i trionfi delle nazionali nei mondiali estivi, dopo quello di Scandicci su Conegliano in campo femminile arriva anche il sigillo di Perugia, che domina i giapponesi dell’Osaka Bluteon nella finalissima di Belem e per la terza volta nella sua storia conquista il Mondiale FIVB, aggiornando il libro dei record che l’ha vista vincere tutte e 13 le gare disputate nella competizione (tre partecipazioni, 39 set vinti, appena 3 lasciati per strada).
- Perugia fuori portata: Ben Tara indomabile, Giannelli sublime
- La reazione nel terzo set per una rimonta da manuale
- Il grande sogno: puntare al grande slam come Parma nel 1990
Perugia fuori portata: Ben Tara indomabile, Giannelli sublime
L’ultimo atto del torneo s’è rivelato assai più semplice del previsto. Perché dopo la battaglia della sfida disputata nella prima fase proprio contro la formazione nipponica (3-2 ma con 3 match point annullati, e solo il settimo risolutivo) in pochi si sarebbero attesi un 3-0 abbastanza comodo, se si eccettua la rincorsa affannosa (ma coronata con successo) del terzo set.
Nei primi due, semplicemente non c’è stata partita: dominante Perugia al servizio, con Ben Tara perfetto terminale offensivo e Giannelli ispiratissimo nel trovare sempre le soluzioni giuste al momento giusto. La Sir ha martellato tanto dai 9 metri, ma ha fatto bene anche a muro (una costante in tutta la manifestazione) e ha sgretolato rapidamente le certezze dei giapponesi, con il temuto cubano Lopez apparso decisamente più “calmierato” rispetto alla precedente sfida, e con l’opposto Nishida che è andato a corrente alternata. Perugia ha controllato senza patemi guidando sempre nel punteggio e chiudendo sul 25-20 e 25-21, poi nel terzo set la musica è cambiata, ma non s’è fatta prendere dall’ansia.
La reazione nel terzo set per una rimonta da manuale
Osaka le ha provate tutte per stanare i ragazzi di Lorenzetti, che hanno dovuto inseguire per tutto il parziale, arrivando anche a contare 5 punti di distacco. A piccole dosi, con pazienza e grande forza d’animo, Giannelli e compagni si sono riportati a contatto, sprecando peraltro almeno un paio di situazioni potenzialmente favorevoli per ritrovare la parità prima di quanto realmente è successo, ovvero all’ultima opportunità disponibile.
Perché sul 22-24 in favore dei nipponici c’ha pensato prima Plotnytskyi ad annullare il primo set point, poi sul secondo (sul servizio di Perugia) Kai ha sparato a salve, consegnando alla Sir la parità a quota 24. Altre due palle set annullate, poi l’errore di Lopez che ha consegnato la prima opportunità per chiudere il match ai Block Devils, annullata da Peng.
La seconda però non è stata sciupata: ricezione sbagliata da parte degli avversari, free ball nel campo di Perugia e tocco di pura astuzia e intelligenza di Giannelli, il capitano, che ha impresso una volta di più il suo sigillo sul trionfo perugino. Giannelli votato a mani basse MVP del mondiale, proprio come lo era stato tre mesi fa nelle Filippine nel mondiale delle nazionali. Per questo forse da oggi andrebbe chiamato “l’imperatore”, perché il dominio di Simone sul mondo della pallavolo si estende ormai fino ai confini della terra.
Il grande sogno: puntare al grande slam come Parma nel 1990
La Perugia di Lorenzetti (che giovedì scorso ha perso il papà Giuseppe, ma è rimasto comunque in Brasile per guidare la squadra: questa resterà una vittoria certamente particolare) nel 2025 ha alzato due trofei, la Champions a maggio e adesso il Mondiale per Club, in un’edizione peraltro decisamente molto più probante e tecnicamente di livello elevato rispetto alle precedenti.
Nella prima metà del 2026 potrebbe addirittura inseguire un clamoroso grande slam: dovrà giocare la Supercoppa (non si sa ancora dove e quando, dopo che è saltata l’opzione Arabia Saudita), poi la Coppa Italia (il 30 disputerà il quarto di finale con Civitanova), quindi la Champions e naturalmente il campionato di Superlega, dove per via del quoziente set ha chiuso al terzo posto nel girone d’andata, ma dove resta al pari di Trento la logica favorita per la vittoria finale (con Verona e Civitanova comunque a ridosso). Potrebbe insomma provare a emulare quanto fatto dalla Maxicono Parma nel 1990, quando vinse i medesimi 5 trofei che la Sir si ritrova a disputare quest’anno.
E anche se il futuro già incombe (nella stagione 2026-27 arriverà Ferre Reggers, probabilmente mettendo Ben Tara sull’uscio di casa), il presente racconta di una squadra come poche se ne sono viste nella storia del volley italiano. Che questo 2025 farebbe bene a impacchettarlo e consegnarlo alla leggenda, perché tutto quello che c’era da vincere è stato griffato tricolore.
