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Volley Supercoppa, la finale sarà Perugia-Verona: Trento crolla senza Michieletto, anche la Lube ko

A Trieste pronostici rispettati nelle due semifinali di Supercoppa: Perugia ha vita facile con Trento, Verona piega Civitanova e punta all’accoppiata con la Coppa Italia

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La resa dei conti per prima arriva in Supercoppa: Perugia e Verona hanno vinto i primi due trofei stagionali (i perugini sono espatriati per conquistare il Mondiale per Club, la Rana ha fatto sua la Coppa Italia, primo trofeo della sua storia), ma per domani hanno pensato bene di fare spazio sul pullman che li riporterà a casa da Trieste, possibilmente riservandolo per la coppa che alle 15 (diretta Rai2) si contenderanno davanti al pubblico delle grandi occasioni.

Un duello lungo una stagione: domani e già una “bella”

La Supercoppa più strana di sempre, calendarizzata a fine febbraio anziché (come logica vorrebbe) a inizio stagione, alla fine regala anche il verdetto più anticonformista. Perché Trento e Civitanova, le formazioni vincitrici di scudetto e Coppa Italia nella passata stagione, alla fine si ritroveranno a vedere scontrarsi le rivali “invitate” alla rassegna. Bizze da regolamento, ma ormai nessuno ci fa più caso.

E tantomeno al fatto che a giocarsi la coppa saranno Perugia e Verona, non a caso le formazioni che hanno chiuso ai primi due posti la regular season, quelle che a rigor di logica anche nei playoff partiranno con i favori del pronostico.

E che, ironia della sorte, si ritroveranno di fronte per la terza volta negli ultimi 22 giorni: il bilancio è in perfetta parità, con Verona devastante nella semifinale di Coppa Italia giocata a Bologna (netto 3-0 in una serata che ha rasentato la perfezione) e Perugia che le ha ricambiato il favore nella gara di regular season, vinta 3-0 in trasferta al Pala ASGM. Insomma, domani andrà in scena “la bella”, nel vero senso della parola.

Ben Tara non fa sconti: Perugia brutalizza Trento

Perugia contro Trento non ha dovuto neppure dannarsi troppo l’anima. Perché l’Itas senza Michieletto non può essere la squadra che fa paura al resto del plotone: manca di mordente in attacco, e con una delle versioni più chirurgiche di stagione della Sir c’è stato ben poco da fare.

Il punteggio finale rispecchia l’andamento di una gara nella quale gli umbri hanno fatto la lepre e i trentini il cacciatore, ma senza munizioni: 25-19, 25-20, 25-20 con Ben Tara mattatore (21 punti) e Plotnytskiy al solito determinante al servizio e in generale sempre sul pezzo (17 punti, l’ultimo è la palla della partita). Pesano però soprattutto i 10 punti di Russo, che stravince la partita sottorete con l’ex Flavio e Torwie (3 punti ciascuno: troppo pochi per restare dentro la contesa).

Mendez capisce di non avere armi per replicare e per Perugia e è fin troppo facile arrivare a dama per quella che diventa la quarta finale consecutiva (tutte vinte le tre precedenti), con Colaci che insegue il nono titolo di Supercoppa (così fosse, staccherebbe Papi nella classifica dei plurivincitori del trofeo).

Verona più forte del virus: la Lube batte forte, ma non basta

Verona contro Civitanova ha dovuto faticare di più, anche perché le scorie del virus che ha creato scompiglio nello spogliatoio gialloblù la scorsa settimana in parte si sono fatte ancora sentire.

Con Civitanova in stagione la Rana aveva sempre perso 3-0 e ha rischiato di dover inseguire ancora, perché al servizio la Lube ha martellato a più non posso nei primi due set e ha sciupato palle set a ripetizione per prendere l’abbrivio, ma in qualche modo Verona ha replicato con un Darlan grandi firme e con le battute ficcanti e determinanti di Sani.

Keita ha fatto il suo (24 punti), Nikolov ha provato a rimettere in scia i compagni con un turno di servizio da favola a inizio terzo set che ha prodotto 7 punti (9-2), dopo che però la Rana era già avanti 2-0 (27-25 e 30-28). Il 25-17 è illusorio, perché nel quarto Verona torna dominante in attacco e devastante al servizio, la chiave per chiudere agevolmente la contesa (25-20) e andare a sfidare Perugia in una finale che oggi come oggi rappresenta bene il meglio che il volley italiano può offrire.

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