Virgilio Sport

Vuelta, 10a tappa: Vine concede il bis, Ayuso prima critica il team, poi aiuta Almeida. Vingegaard torna in roja

La Vuelta "spacca" la UAE: Ayuso attacca il team dopo il comunicato di addio (anticipato senza il suo consenso), poi aiuta Almeida in salita, ma Vingegaard risponde e torna leader

Pubblicato:

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La mattina sputa veleno contro tutti, poche ore dopo si mette al servizio di Joao Almeida come un bravo gregario che si rispetti. Strana vita, quella di Juan Ayuso: l’annuncio dell’addio a fine stagione con la UAE Team Emirates XRG non ha sorpreso nessuno (e comunque c’è il casting per provare ad accaparrarselo), ma dopo le parole al vetriolo pronunciate al mattino in pochi si sarebbero aspettati di vederlo tirare come un ossesso sulle rampe della salita finale, nella quale ha dato l’anima pur di mettere il capitano portoghese della UAE nelle condizioni di attaccare Vingegaard. Che naturalmente non s’è fatto sorprendere, rispondendo colpo su colpo agli attacchi degli attacchi e anzi tornando a vestire la maglia rossa.

Almeida ci prova, Vingegaard non si lascia sorprendere

Chi consigliava al danese di evitare di dannarsi l’anima per andare a riprendere il simbolo del primato in realtà non aveva fatto i conti con le scelte degli UAE, che sull’ultima salita di giornata di Larra-Belagua hanno imposto un ritmo forsennato al quale il norvegese Torstein Træen non ha potuto rispondere. Di fatto sono stati proprio i rivali a rimettere la roja addosso a Vingo: l’azione degli UAE ha frantumato il gruppo dei migliori, e una volta tanto a pagare dazio è stato Giulio Ciccone, che a un certo punto pareva destinato a uscire di classifica, ma che alla fine s’è difeso con le unghie e con i denti limitando eccome i danni e restando ancorato ai migliori anche nella generale.

Ma l’abruzzese dovrà inventarsi qualcosa se vorrà davvero andare a caccia di quella maglia a pois della classifica della montagna che nelle intenzioni era il suo primario obiettivo sulle strade di Spagna. Questo perché Jay Vine ha deciso di fare le cose in grande: l’australiano ha conquistato una vittoria pesante, la seconda in questa edizione della corsa iberica, incassando altri punti che gli consentono ora di guardare tutti da una posizione di forza, sebbene la Vuelta sia giunta ancora soltanto a metà del suo cammino.

Ayuso, che bordate alla UAE: “Continue mancanze di rispetto”

Ayuso è stato dunque il protagonista di giornata, nel bene e nel male. Perché al mattino ha tuonato contro quella che tra poche settimane sarà la sua ex squadra, e dove sperava di poter spiccare il volo viste le premesse mostrate da corridore dilettante e Under 23. “Ieri alle 19 sono stato informato che sarebbe stato rilasciato il comunicato del mio addio. Eravamo d’accordo che lo avremmo fatto uscire alla fine della Vuelta, così da evitare di influenzare i risultati sportivi durante la Vuelta, ma non chiedete a me perché il team abbia deciso di disattendere quanto pattuito.

Io la risposta la so già: volevano danneggiare la mia immagine, come in parte emergente dai toni usati nel comunicato. Loro parlano di valori e unione, cose con cui anch’io mi sento d’accordo. Poi hanno preso alcune parole spiacevoli pronunciate da Almeida, con il quale ho parlato dopo quanto successo domenica: lui con me si è scusato, dicendo che ha capito che non stavo bene, ma al team non è importato. Le mancanze di rispetto da parte loro nei miei confronti sono state continue e ripetute, e questo rende difficile integrarsi e legarsi per il futuro.

Per rispetto dei miei compagni voglio chiudere bene questa Vuelta, soprattutto aiutando Almeida: tutto quello che potrò fare per consentirgli di recuperare terreno su Vingegaard lo farò, anche se mi sarebbe piaciuto concludere bene anche con la squadra, come c’eravamo detti in sede di trattativa prima della Vuelta. Ma a volte sembra non sia possibile quando si ha a che fare con una dittatura. Poco male: dal prossimo anno per me sarà un nuovo, bellissimo inizio”.

Ciccone limita i danni, Fortunato esce dalla top ten

Vingegaard, insomma, dopo aver ceduto “volentieri” la maglia si ritrova nuovamente a indossarla. Træen rimane secondo con 26 secondi di ritardo, Almeida è terzo a 38. Per gli italiani, giornata così così: Ciccone alla fine ha approfittato del rallentamento finale dei big per rientrare, Pellizzari ha fatto lo stesso mentre Fortunato ha ceduto un minuto secco, uscendo dalla top ten dove ha fatto capolino l’americano Matthew Riccitello, forse il più brillante di giornata al di fuori dei big. Anche Bernal ha ceduto una trentina di secondi, così come Felix Gall che è sembrato meno esplosivo rispetto alle precedenti uscite.

Il lavoro di Ayuso, insomma, ha prodotto danni collaterali, ma Almeida non ha saputo sfruttarlo a dovere. E chissà cosa ne sarà delle prossime 11 tappe, tra salite diffuse e un clima in casa UAE giocoforza non più così sereno come ci si potrebbe attendere.

Leggi anche:

So. Co. Ecologica

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...