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Vuelta, 11a tappa: clamoroso a Bilbao, manifestanti pro-Palestina determinano lo stop ai -3 km senza vincitori

A Bilbao nessun vincitore nell'11esima tappa: una manifestazione pro-Palestina sulla linea del traguardo obbliga gli organizzatori a neutralizzare tutto ai -3 dall'arrivo

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Doveva essere una tappa di trasferimento, rischiava di essere una delle più belle e imprevedibili dell’edizione 2025 della Vuelta. Che invece alla storia ci passerà, ma entrando dalla parte sbagliata: una dimostrazione di alcuni manifestanti pro-Palestina sulla linea del traguardo ha obbligato l’organizzazione ad annullare l’arrivo, congelando i tempi di giornata ai meno tre chilometri dal traguardo e senza assegnare alcuna vittoria. Una disdetta totale per Tom Pidcock e Jonas Vingegaard, pronti a giocarsi allo sprint il successo nella tappa di Bilbao. Rovinata dai dimostranti, con la Israel Premier Tech finita una volta di più nel mirino.

Pidcock, che disdetta: un attacco bellissimo, ma vano

Non c’è ciclismo che tiene ma di mezzo ci va la politica. E dire che i Paesi Baschi, storicamente, sono stati terra di profondi contrasti, specialmente negli anni in cui i militanti dell’ETA avevano dichiarato guerra al potere centrale di Madrid.

Stavolta però è la situazione nella zona di Gaza e in tutta la regione palestinese ad aver generato una protesta clamorosa, negando a milioni di appassionati di assistere al degno finale di una frazione che sin lì si era rivelata davvero scoppiettante, con Vingegaard pronto ad aumentare il proprio vantaggio su Almeida e Pidcock desideroso di giocarsi le sue chance in volata, partendo da favorito. Pidcock che sull’Alto de Pike, terribile strappo di due chilometri e 300 metri, aveva fatto il vuoto, riuscendo anche a staccare il danese, che poi l’ha ripreso sul falsopiano successivo.

Almeida ha pagato dazio agli attacchi del britannico, perdendo qualche secondo su un terreno troppo esplosivo per le sue caratteristiche. Stessa cosa capitata a Ciccone e Pellizzari, rimasti col gruppo dei migliori fino a metà dell’ultima salita prima di lasciarsi sfilare e andar su del loro passo.

Il terrore degli organizzatori: altre manifestazioni a seguire

Vingegaard avrebbe voluto dedicare la vittoria di giornata al figlio, nel giorno del suo compleanno. Chiaro però che la situazione che s’è venuta a creare rischia di creare un precedente pericolosissimo: gli incidenti avvenuti al primo passaggio sul traguardo hanno convinto l’organizzazione a desistere, ma è evidente che quanto accaduto a Bilbao possa riproporsi anche nelle prossime giornate, con gravi ripercussioni sull’andamento della corsa.

Una gatta da pelare che preoccupa, proprio perché imprevedibile come poche. E già domani, nella frazione che porterà la carovana rossa a Los Corrales de Buelna (ai -20 dall’arrivo c’è una salita durissima, la Collada de Brenes) si capirà in che modo le forze dell’ordine proveranno a tenere a freno eventuali manifestanti. Perché la vasta eco suscitata oggi potrebbe innescare l’effetto emulazione e convincere altri attivisti a protestare contro la presenza alla Vuelta della Israel, per la quale non si esclude addirittura l’ipotesi di un ritiro forzato dalla corsa.

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