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Vuelta, 1a Tappa: volata imperiale di Philipsen, come al Tour è sua la prima maglia di leader. Viviani con i migliori

Come da previsioni, la prima volata della Vuelta in terra piemontese sorride al velocista dell’Alpecin, che regola Vernon e Aular. Viviani ottimo quarto. Domani subito le salite

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Aveva un conto in sospeso con la malasorte e puntualmente ha cominciato a riscuotere il credito. Perché Jasper Philipsen non ha voluto attendere oltre prima di piazzare il primo acuto nell’edizione 2025 della Vuelta: proprio come fatto al Tour a inizio luglio, l’olandese batte tutti in volata e veste la prima maglia rossa di leader, sperando semmai di non ripetere quanto fatto sulle strade di Francia, quando una caduta lo mise fuori gioco già alla terza frazione.

Treno Alpecin perfetto, e senza Pedersen è tutto più semplice

L’obiettivo che s’era posto il neerlandese è stato raggiunto all’istante, complice anche l’ottimo lavoro fatto dalla squadra che l’ha pilotato come meglio non avrebbe potuto. In realtà un arrivo in volata per decidere la tappa inaugurale è una rarità per la Vuelta, solitamente abituata a cronometro individuali o a squadre, o comunque ad arrivi subito scoppiettanti. Stavolta c’è stato quasi da annoiarsi: da Venaria Reale a Novara la tavola era bella che apparecchiata per lo sprint, anche se Philipsen ha dominato sopra ogni ragionevole dubbio.

Questo perché il rivale più temibile, vale a dire il danese Mads Pedersen, s’è fatto sorprendere dal percorso un po’ ondulato e pieno di rotonde degli ultimi chilometri, restando attardato rispetto al plotone dei migliori che s’è giocato la corsa. Solo Vernon ha provato a insidiare Philipsen, bravo peraltro a battezzare il lato destro vicino alle transenne (soprattutto al riparo dal vento) e a tagliare il traguardo senza indugio. Aular, già piuttosto attivo nelle volate al Giro, ha chiuso terzo davanti a un ottimo Elia Viviani, che ha perso qualche pedalata nelle fasi in cui è stato lanciato lo sprint, ma che ha ribadito di non essere andato alla Vuelta a fare una gita di piacere.

La gioia d Philipsen: “Dopo la caduta al Tour, ci voleva proprio”

Philipsen sapeva di non poter fallire l’appuntamento con la vittoria a Novara e non s’è fatto pregare, spiegando dopo l’arrivo di essersi sentito veramente felice e soddisfatto come poche altre volte in carriera. “Vincere è sempre una bella sensazione e lo è ancora di più quando c’è una ricompensa come la maglia rossa.

Devo davvero ringraziare i miei compagni di squadra, perché proprio come al Tour mi hanno permesso di prendere la maglia. Siamo riusciti a organizzare il nostro treno come volevamo. Nell’ultimo chilometro tutti hanno eseguito il piano che avevamo studiato alla perfezione. A me è bastato iniziare lo sprint a 175 metri e sono davvero felice che abbia funzionato per noi”.

Adesso l’obiettivo è cercare l’altra maglia, quella verde, cioè quella della classifica a punti. “Dopo la caduta al Tour ero davvero dispiaciuto di dover uscire dalla corsa. Avevamo lavorato duramente per un obiettivo importante e ci siamo posti un nuovo obiettivo, quello di provare a prendere la maglia verde anche qui alla Vuelta. Vero è che non ci sono molte opportunità per i velocisti, ma è una motivazione in più a provarci”.

Domani a Limone Piemonte primo arrivo in salita: i big scalpitano

La frazione aveva vissuto fino a una quarantina di chilometri dall’arrivo su una fuga che annoverava 6 corridori, tra cui Alessandro Verre che transitando per primo sul GPM de La Serra s’è preso la maglia a pois azzurri del leader degli scalatori. Maglia che domani, salvo sorprese, dovrà consegnare a qualcun altro, perché l’arrivo a Limone Piemonte strizzerà l’occhio agli uomini di classifica.

Sarà il primo duello tra Jonas Vingegaard e il tandem della UAE composto da Ayuso e Almeida, con Antonio Tiberi che, seppur rimasto orfano di Damiano Caruso (infortunatosi a una mano durante una delle sessioni di rifinitura prima della partenza della corsa), proverà a mettersi da subito sulle tracce dei big per capire a cosa potrà ambire.

La Vuelta resterà in Italia per tre tappe e mezzo, prima dello sconfinamento in Francia e del trasferimento a Figueres, sede mercoledì 27 agosto dell’attesa cronosquadre che potrebbe dare un’ulteriore “riverniciata” alle prime posizioni della classifica.

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