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Vuelta, paura per Pogacar: Tadej cade ed è costretto al primo ritiro in un grande giro! Si teme brutto infortunio

La Vuelta sconvolta dall'incidente di gara che ha costretto al ritiro la maglia rossa, che ha battuto violentemente la spalla a terra (e ha pure riportato ferite al volto). Sfuma l'assalto alla triplice corona

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Un autentico shock sconvolge la Vuelta: Tadej Pogacar è caduto a 32 chilometri dall’arrivo dell’ottava tappa ed è stato costretto a ritirarsi dalla corsa spagnola, che teneva saldamente in mano con un vantaggio ampio e rassicurante sul resto del gruppo. Lo sloveno è caduto a centro gruppo,

e restando ferito anche al volto. Immediato il trasporto in ambulanza, inevitabile il ritiro dalla corsa. Per Pogacar si tratta del primo ritiro in un grande giro, col rischio di aver concluso addirittura anzitempo la sua stagione (quindi niente mondiale, Europeo e assalto al sesto Lombardia di fila).

Pogacar era indistruttibile: l’ultimo ko. alla Liegi 2023

La vittoria di Bryan Coquard davanti a Mads Pedersen (sesto Alessandro Romele) è passata chiaramente in secondo piano in un sabato pomeriggio nel quale è successo qualcosa che nessuno avrebbe mai osato immaginare potesse accadere. Perché Pogacar, al netto della straordinaria capacità di vincere corse (tanto di un giorno, quanto a tappe), aveva dimostrato soprattutto di essere particolarmente attento a non finire mai a terra.

Una delle poche volte che era successo (Liegi 2023) guarda a caso s’era visto costretto a scendere dalla bicicletta a causa della frattura di un polso, mentre alla Roubaix 2025 la caduta in un fosso ne aveva compromesso le chance di vittoria (vinse van der Poel). Non si ricordano a memoria altre cadute rovinose per il fuoriclasse di Komenda, che nella circostanza ha finito per innescare il domino che ha prodotto l’incredibile strike tra compagni di squadra e altri corridori.

La causa della caduta è un sasso a bordo strada

A tradire Pogacar, come mostra un video ripreso da una moto, non è stato un errore di valutazione o una sbavatura: è stato un sasso che si trovava quasi sul bordo della carreggiata, e che chiaramente ha colto completamente di sorpresa la maglia rossa, impossibilitata a schivarlo (poiché coperta da un compagno di squadra che lo precedeva).

L’impatto con l’asfalto è stato violento: la clavicola sinistra è andata subito ko. e Tadej se n’è reso conto all’istante, tanto da non riuscire quasi a rialzarsi in piedi dallo spavento. Il volto insanguinato è l’altra cartolina drammatica di giornata: sebbene dall’ammiraglia siano prontamente scesi con l’equipe medica, provando a rimettere in piedi il corridore con l’intenzione di farlo ripartire, Pogacar non è stato dello stesso parere. Ha scosso la testa, s’è rimesso ai lati della strada e poi ha fatto cenno di non poter proseguire.

Adesso Mas comanda la generale: ma che bagarre…

Il momento in cui tutti i propositi di vittoria e di “triplice corona” sono naufragati è stato quando è sopraggiunta l’ambulanza: lo sloveno non ha indugiato oltre, è salito sul mezzo e di fatto ha archiviato la sua fugace (sebbene spettacolare) settimana in maglia rossa.

Uno shock in piena regola e per tutta la carovana di una Vuelta che perde il suo protagonista più atteso e annunciato, ma che al contempo acquista un incredibile appeal per ciò che potrà riguardare la lotta per la maglia rossa, che nel frattempo è passata sulle spalle di Enric Mas: lo spagnolo della Movistar, unico capace di riprendere Pogacar in salita sul Puerto El Bartolo nella tappa di giovedì, adesso è il nuovo leader con 1’11” su Felix Gall, 1’33” su Primoz Roglic e poco più di due minuti su Kuss, Onley e Carapaz.

Tadej, ora è corsa contro il tempo per il mondiale

Tornando a Pogacar, il vero dilemma ora riguarda quelle che potrebbero essere le conseguenze dell’incidente. Perché tra meno di un mese a Montreal c’è il mondiale, e il percorso strizzava fortemente l’occhio allo sloveno, che andava a caccia del tris iridato. Anche gli Europei erano un obiettivo sensibile di Tadej, che avrebbe poi voluto chiudere i conti al Lombardia, dove inseguiva la sesta vittoria consecutiva.

A questo punto però tutto è da considerarsi sub judice: le prime notizie parlando di trauma cranio-encefalico e di una sospetta frattura-lussazione della clavicola che potrebbe richiedere un’operazione chirurgica. Appare complicato immaginare un pronto recupero di Pogacar, che avrebbe pochissimo tempo per rimettersi in sella e dare l’assalto agli obiettivi di fine stagione. Uno shock (appunto) per tutto il ciclismo, non abituato a vedere il suo più grande dominatore degli ultimi anni finire a terra. Anche se parlare di sfortuna stavolta è il minimo che si possa fare.

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