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Vuelta, Israel Premier Tech avanti in piena bufera: il numero uno Adams fa chiarezza sul cambio nome 

Il proprietario ha escluso di modificare la denominazione della squadra di Tel Aviv in seguito alla clamorosa protesta pro Palestina dell’11a tappa

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Alla Vuelta si parla ancora delle proteste contro la Israel Premier Tech, squadra di Tel Aviv presa di mira dai manifestanti pro Palestina durante la tappa nei Paesi Baschi: il proprietario ha negato la notizia riguardo a un cambio di nome del team, con l’eliminazione della parola Israel.

Vuelta, le proteste contro la Israel Premier Tech

Le conseguenze della clamorosa protesta pro Palestina andata in scena durante la tappa nei Paesi Baschi sono ancora il tema caldo della Vuelta 2025. Stamane, infatti, il quotidiano belga LeSoir ha riportato la notizia che la Israel Premier Tech – il team di Tel Aviv contro cui si sono scagliate le proteste pro Pal prima durante la cronometro di Figueres e poi nel corso dell’11a tappa in terra basca – stava valutando l’idea di cambiare nome nella stagione 2026, eliminando il riferimento diretto a Israele.

La smentita della Israel Premier Tech

L’indiscrezione, però, è stata smentita dal numero uno della Israel Premier Tech, l’ex ciclista israelo-canadese Sylvam Adams, che a Eurosport ha definito la notizia una “fake news”. “Non correremo mai senza il nome Israel”, ha dichiarato Adams. Il proprietario della Israel Premier Tech ha anche ammesso che, pur aspettandosi proteste in una regione storicamente schierata a sinistra sul piano politico, non immaginava potessero assumere queste dimensioni.

A Bilbao gli organizzatori della Vuelta sono infatti stati costretti a non assegnare la vittoria di tappa, anticipando il traguardo di 3 km rispetto al percorso originale. “La scelta è stata giusta – ha commentato Adams – Non era sicuro per i corridori”.

No al ritiro dalla Vuelta

Il proprietario della Israel Premier Tech ha anche confermato che la ASO, la società che si occupa di organizzare Vuelta oltre al Tour de France e a circa un centinaio di altre competizioni, ha chiesto al team israeliano di ritirarsi per salvaguardare la sicurezza delle altre squadre. “Il CEO di ASO, Jan Le Monner, ha chiesto di ritirare la squadra dalla gara, ma io ho risposto che non lo avrei fatto – ha dichiarato Adams -. Se ci arrendiamo non sarà solo la fine del nostro team, ma anche di tutti gli altri”.

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