Breve ma intensa: potremmo definire così la quinta tappa della Vuelta, la cronometro a squadre di Figueres, segnata dalla caduta di Matteo Sobrero e dalla clamorosa protesta degli attivisti pro Palestina, che hanno rallentato la Israel Premier Tech. Alla fine vince la UAE Emirates e Jonas Vingegaard torna in maglia rossa.
- Vuelta, Vingegaard torna in maglia rossa
- La caduta di Sobrero
- Israel bloccata dagli attivisti pro Palestina
Vuelta, Vingegaard torna in maglia rossa
Poco più di 24 km di gara (24,1 per la precisione), ma colpi di scena a ripetizione nella quinta tappa della Vuelta, la cronometro a squadre di Figueres, in Catalogna. A chiudere la gara col miglior tempo è la UAE Emirates in 25’26’’, che dunque trionfa precedendo di 8’’ la Visma di Jonas Vingegaard, che torna però davanti a tutti in classifica generale e riconquista così la maglia rossa ai danni di David Gaudu, che gliel’aveva soffiata ieri: il francese è stato tradito dalla Groupama-FDJ, che ha chiuso al 9° posto la tappa di oggi con 24’’ di ritardo.
La caduta di Sobrero
La tappa di oggi verrà ricordata per l’ennesima caduta di questa edizione: protagonista del capitombolo Matteo Sobrero, ciclista piemontese della Red Bull che nel corso della cronometro a squadre ha toccato la ruota di un compagno che pedalava davanti a lui, perdendo l’equilibrio e rotolando poi sull’asfalto per diversi metri. Dopo un attimo di paura, Sobrero si è ripreso e ha continuato la corsa: l’italiano è arrivato al traguardo nonostante le ferite ben evidenti.
Israel bloccata dagli attivisti pro Palestina
Ma la quinta tappa segna soprattutto l’ingresso nella Vuelta 2025 delle proteste contro il massacro dei palestinesi a Gaza. Durante la gara un gruppo di attivisti pro Palestina ha infatti aggredito verbalmente il team israeliano della Israel Premier Tech: nessuna violenza da parte dei manifestanti, che dopo essersi appostati in un punto non sorvegliato del percorso hanno fatto irruzione bloccando la strada con striscioni e bandiere e recitando slogan contro il governo israeliano.
L’irruzione ha rallentato i motociclisti che precedevano la Israel e i ciclisti della squadra israeliana. Una scena simile si era vissuta durante la tappa di Napoli dell’ultimo Giro d’Italia, quando un gruppo di manifestanti pro-Pal aveva tentato un “agguato” simile.
