Il paradosso è che ha ammesso che quello sloveno lì gli mancherà, e pure parecchio. “Vorrei vincere un grande giro, ma vorrei farlo sapendo che c’è in gara anche Pogacar”, spiega Jonas Vingegaard. Al quale forse il “compitino” di dover portare la maglia rossa fino a Madrid interessa relativamente: è lui il favorito numero 1 della Vuelta che scatterà sabato dal Piemonte, teatro delle prime 4 tappe di un’edizione che si preannuncia non così incerta come le ultime, ma abbastanza accattivante da incollare davanti alle tv stuoli di appassionati.
- "Senza Tadej anche una vittoria non sarebbe la stessa..."
- Vingo rinuncia a Mondiali e Lombardia: correrà gli Europei
- Ayuso e Almeida, la "santa alleanza" per sconfiggere il danese
“Senza Tadej anche una vittoria non sarebbe la stessa…”
In assenza di Pogacar, Vingegaard sarà l’uomo da battere. E nella conferenza stampa di presentazione della corsa iberica ha fatto capire di non volersi sottrarre alla responsabilità che il passato gli impone sulle spalle. “Sono venuto alla Vuelta per vincere e penso si tratti di un obiettivo realistico, pensando anche al valore del compagni che avrò al mio fianco. Ci saranno molte tappe potenzialmente decisive e sarà importante riuscire a partire bene, evitando di perdere secondi nelle prime frazioni (come avvenuto al recente Tour de France).
Chi saranno i grandi favoriti? Credo che i principali candidati alla classifica generale e quelli da tenere d’occhio maggiormente siano Ayuso e Almeida, cioè i due uomini UAE. Guidano una squadra a sua volta molto forte, che ha deciso di giocare su due carte, potendo dunque far leva su molteplici piani d’azione”.
Quella UAE che pure non vedrà al via Pogacar, l’eterno rivale del danese. “Personalmente dico che è sempre bello competere contro Tadej, e anche se vincere è sempre bello, farlo quando c’è lui nel gruppo lo è probabilmente di più. Capisco la sua scelta, ma adesso devo concentrarmi solo su quello che c’è da fare per tornare a casa con la maglia rossa”.
Vingo rinuncia a Mondiali e Lombardia: correrà gli Europei
Vingegaard in giornata ha annunciato a sorpresa di non voler gareggiare al mondiale in programma tra un mese a Kigali, in Ruanda. E non correrà nemmeno al Lombardia a metà ottobre, ultima classica monumento della stagione. Strano ma vero: dice di sperare di poter affrontare Pogacar per poterlo battere, poi però in un amen rinuncia a due corse dove il duello si sarebbe potuto rivelare entusiasmante (lo sloveno è campione del mondo in carica, nonché vincitore delle ultime quattro edizioni del Lombardia).
Vingegaard a 29 anni non ha mai preso parte a un mondiale: quest’anno il percorso piuttosto selettivo sembrava poterlo ingolosire, vista anche la presenza alla Vuelta che avrebbe certamente avuto la funzione di portarlo nelle migliori condizioni possibili all’appuntamento. “Quest’anno ho deciso che disputerò i campionati europei in programma il 5 ottobre a Drome-Ardeche, in Francia, e quello sarà presumibilmente l’ultimo obiettivo della mia stagione su strada”, ha aggiunto Vingo.
Ayuso e Almeida, la “santa alleanza” per sconfiggere il danese
I rivali del danese sulle strade di Spagna saranno Ayuso e Almeida. Che in conferenza stampa si sono spalleggiati, lasciando intendere che solo la strada dirà chi sarà realmente il capitano in casa UAE. “Dopo il ritiro al Giro qui alla Vuelta sento di avere una motivazione in più per fa bene”, ha spiegato Ayuso, atteso all’ennesima prova di maturità dopo tanti GT non andati a buon fine (e a 23 anni non si è più così giovani nel ciclismo moderno…).
“Non mi è mai capitato di preparare due grandi giri nello stesso anno, quindi vediamo come andranno le cose. Ho pochi giorni di gara nelle gambe, ma voglio far bene e sono consapevole che, qualora non mi sentissi a posto fisicamente per ambire alla vittoria, allora sarei il primo a mettermi a disposizione di Joao, specie nelle tappe di montagna. Tra l’altro quest’anno le difficoltà arriveranno tutte nell’ultima settimana con gli arrivi a La Farrapona, sull’Angliru e al Bola del Mundo”.
Non una dichiarazione banale, quella di Ayuso: dopo gli screzi avuti con Almeida nel corso del Tour 2024 (per questioni di… gregariato nei confronti di Pogacar), ora dovranno unire le forze per sconfiggere Vingegaard. “Acqua passata, sono cose che capitano ma abbiamo voltato pagina da un pezzo”, ha fatto sapere Almeida. “Essere in due è un vantaggio non da poco, ma dovremo essere bravi a fare squadra. Altrimenti Vingegaard non lo batti”.
