La rinascita di Grigor Dimitrov passa da Wimbledon e forse non poteva essere diversamente. La carriera del tennista bulgaro aveva subito uno stop traumatico proprio sull’erba di Londra solo un anno fa. Avanti di due set contro Jannik Sinner, a tradirlo è un infortunio ai pettorali che ha condizionato la sua carriera. Ora con la vittoria contro Mensik, Dimitrov torna a far valere il suo talento ma nel secondo turno non è mancato un momento di tensione.
- La protesta di Dimitrov con il giudice di sedia
- La paura per l’infortunio contro Sinner
- La rinascita di Berrettini e Dimitrov
La protesta di Dimitrov con il giudice di sedia
Una vittoria in quattro set contro uno dei nomi emergenti del circuito maschile. Dimitrov è tornato a mettere in campo tutto il suo enorme talento con il successo contro Jakub Mensik ma non è mancato un momento di tensione. Alla fine del terzo set, in piena serata londinese, il giudice di sedia decide per la chiusura del tetto e dunque per fermare l’incontro. E in quel momento scatta la protesta del bulgaro: “Sapevamo che non avremmo finito così la partita. Perché non abbiamo cominciato a chiudere il tetto durante il set? Se già sappiamo che è impossibile finire senza chiuderlo, perché l’operazione non è cominciata prima. Non avrebbe danneggiato nessuno dei due se avessimo iniziato prima a chiudere il tetto”.
La paura per l’infortunio contro Sinner
Nelle parole di Dimitrov c’è la paura che si possa ripetere lo stesso incubo che ha vissuto nel 2025 contro Sinner. Dopo la pausa per la chiusura del tetto arrivò infatti l’infortunio ai pettorali. E nel corso della sua protesta contro l’arbitro Grigor tira in ballo proprio questo precedente: “Ora c’è una situazione simile a quella dello scorso anno. E’ come un dejavu. Anche l’anno scorso è successo lo stesso. Quando ero sul Centrale sapevamo che non avremmo finito ma abbiamo continuato a giocare con il tetto aperto. Ora tra dieci minuti dobbiamo tornare e cominciare a servire di nuovo alla velocità massima”. La decisione di chiudere il tetto nel corso del match con Sinner fu molto contestata nella passata edizione al punto che ci fu chi avanzò l’ipotesi di una mossa del torneo per favorire l’azzurro.
La rinascita di Berrettini e Dimitrov
Il prossimo turno presenterà una delle sfide più attese di tutto il tabellone con Grigor Dimitrov che sfiderà Matteo Berrettini, due stili di gioco differenti ma entrambi molto efficaci sull’erba. Ma anche una sfida tra due atleti che hanno saputo più volte rialzarsi dopo momenti molto complicati. Dopo l’infortunio il bulgaro ha vissuto un momento disastroso di forma, rimediando sconfitte anche in tornei minori che lo hanno portato fuori dalle prime 100 posizioni della classifica. Solo a Wimbledon è riuscito a invertire la tendenza dal punto di vista dei risultati ma per riuscire a sistemare anche la classifica servirà andare ancora avanti. Di problemi fisici ne sa qualcosa anche Matteo Berrettini. Il romano è reduce da un grande torneo al Roland Garros ma anche in quella circostanza a fermarlo è arrivato un infortunio con il ritiro nei quarti di finale contro Arnaldi. L’erba di Londra gli ha però dato nuovo morale, del resto è proprio a Wimbledon che ha vissuto il momento più alto della sua carriera e ora vuole riprovarci.
