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Wimbledon, Paolini si arrende a una grande Kostyuk ma saluta Londra col sorriso: la crisi è alle spalle

Paolini viene travolta da Kostyuk e saluta Wimbledon, consapevole però di essere finalmente riuscita a dare una scossa a una stagione fin qui molto deludente

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Termina il sogno di Jasmine Paolini, eliminata col risultato di 6-3 6-2 ai quarti di finale di Wimbledon da una Marta Kostyuk nettamente superiore. L’azzurra lascia comunque Londra col sorriso, la sensazione di aver finalmente ritrovato il suo tennis ai Championships e pronta a dare una svolta decisiva alla propria stagione che fino al terzo slam stagionale era stata altamente sotto le aspettative.

Paolini non può nulla contro questa Kostyuk

Termina ai quarti di finale il torneo di Wimbledon di Paolini, travolta 6-3 6-2 da una Kostyuk troppo superiore. L’ucraina si è infatti confermata tra le giocatrici più in forma del momento e in ascesa in questa stagione dominando l’azzurra, travolta con due break per set e senza concedere nemmeno una palla break, evidenziando i progressi compiuti da Marta sotto ogni punto di vista e ora in grado di esprimersi al meglio anche sull’erba, superficie dove in passato non aveva raccolto grandi risultati. Per Kostyuk, che ora sfiderà Linda Noskova, si tratta della seconda semifinale Slam conquistata in carriera dopo quella raggiunta circa un mese fa al Roland Garros.

A Wimbledon la svolta per Paolini

Nonostante la netta sconfitta contro Kostyuk Paolini può comunque lasciare Londra col sorriso. Dopo mesi di grande difficoltà e durante i quali non aveva mai vinto più di due partite consecutive in singolare, a Wimbledon Jasmine ha ottenuto quattro vittorie convincenti, durante le quali è tornata a mostrare a tratti quel tennis brillante che le aveva permesso di scalare la classifica, conquistare due WTA 1000 e raggiungere ben due finali slam.

Paolini ora vuole mettersi la crisi alle spalle

Ora Paolini dovrà essere brava a dare seguito a quanto fatto a Wimbledon anche durante la stagione sul cemento nordamericano, non certo la sua superficie preferita, e fare bene soprattutto allo US Open per lasciarsi definitivamente alle spalle la crisi profonda nella quale era entrata e scalare un po’ il ranking per riavvicinarsi alla top-10 dalla quale era uscita qualche settimana fa.

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