Il torneo di Wimbledon in corso è da molti visto come l’ultima occasione per Novak Djokovic di conquistare l’agognato 25° titolo dello slam che lo renderebbe il giocatore in assoluto con più Major vinti in singolare. Di questa idea è anche Mats Wilander, che ha L’Equipe ha spiegato di credere in Nole e nelle sue possibilità di vincere i Championships complice l’assenza di Carlos Alcaraz e un Jannik Sinner che a suo parere sull’erba non è una grande minaccia come lo è sul cemento.
- Wilander: “Djokovic può arrivare in fondo”
- Wilander: “Sinner non è una così gran minaccia”
- Sinner davvero non è una grande minaccia sull’erba?
Wilander: “Djokovic può arrivare in fondo”
Nonostante le ormai 39 primavere superate, Djokovic rimane uno dei giocatori più temibili del circuito e più quotati per provare a vincere un torneo dello slam, come aveva dimostrato anche all’Australian Open dove si era spinto in finale eliminando Sinner. Opinione condivisa anche da Wilander, secondo il quale a Wimbledon Nole avrebbe anche una marcia in più rispetto che all’Happy Slam: “Ero già abbastanza ottimista su Novak Djokovic a metà degli ultimi Australian Open a gennaio, ma lo sono ancora di più in questi giorni. Ho persino notato una differenza fondamentale: a Melbourne, ho avuto l’impressione di vedere qualcuno che pensava di poter semplicemente giocare bene, ma non vincere il torneo, mentre a Londra, il Novak che sto vedendo mi dà la sensazione che creda di poter arrivare fino in fondo. Se così fosse, lo sosterrei al 100%”.
Wilander: “Sinner non è una così gran minaccia”
Il Wimbledon in corso appare effettivamente come l’ultima grande chance di Djokovic di vincere l’ambitissimo 25° titolo dello slam. Questo ovviamente per le caratteristiche di una superficie sulla quale è uno dei migliori giocatori della storia, ma anche per l’assenza di Alcaraz e, stando a Wilander, anche alle difficoltà riscontrate finora da Sinner, che avrebbero caricato e convinto ancora di più Nole di poter trionfare ai Championships: “Certo, Alcaraz non c’è, ma anche Sinner non è una minaccia così forte sull’erba come lo è sul cemento. Inoltre, sono convinto che anche le difficoltà incontrate da Jannik dall’inizio del torneo siano un fattore determinante. Ai miei tempi, era così anche per me nei tornei del Grande Slam: quando vedevo Ivan Lendl in difficoltà, mi dava una spinta”.
Sinner davvero non è una grande minaccia sull’erba?
Del pensiero di Wilander non convince però la parte secondo cui Sinner non sarebbe così una grande minaccia sull’erba come lo è sul cemento. Per quanto il duro, soprattutto indoor, sia certamente la superficie prediletta di Jannik, il numero 1 del mondo ha dimostrato più volte come il suo gioco si adatti benissimo ai prati, soprattutto quelli di Wimbledon, dove raggiunge i quarti di finale da cinque stagioni consecutive (unico Major in cui ci è riuscito) e dove l’anno scorso conquistò il titolo strapazzando proprio Djokovic in semifinale e poi Alcaraz in finale, due match in cui mise in mostra con ogni probabilità la sua miglior versione del 2025 nei tornei dello Slam.
