Dopo una stagione decisamente sottotono sia Alexander Zverev che Daniil Medvedev sembrano essere finalmente tornati ai loro livelli, come dimostrato a Indian Wells, dove sono approdati in semifinale al termine di due percorsi quasi perfetti e ora si apprestano a sfidare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz senza paure.
- Zverev e Medvedev rinati dopo la crisi del 2025
- Ora le sfide a Sinner e Alcaraz con nuove prospettive
- Occhio Sinner e Alcaraz: non solo Zverev e Medvedev, dietro crescono tutti
Zverev e Medvedev rinati dopo la crisi del 2025
Il 2025 sembrava preannunciare l’inizio della fine tennistica della generazione tennistica nata negli anni ’90, con Zverev e Medvedev (i due migliori rappresentanti di quella generazione insieme a Dominic Thiem, il quale però ha già appeso la racchetta al chiodo) che – già provati dal doversi sudare ogni titolo contro Djokovic, Nadal e Federer – sembravano essersi definitivamente arresi anche alla superiorità di Sinner e Alcaraz.
L’inizio del 2026 (qualcosa già in realtà si era intravisto sul finire della passata stagione) ha però segnato un importante cambio di tendenza, con Sascha e Daniil che sembrano essere tornati quanto meno vicini al loro miglior livello. A testimonianza di ciò ci sono i risultati raccolti dai due negli ultimi mesi, con il tedesco che all’Australian Open ha raggiunto la sua prima semifinale slam (strappando anche due set ad Alcaraz) a distanza di esattamente un anno e la prima semifinale della carriera a Indian Wells. Il russo invece nel 2026 ha già conquistato due titoli (cosa che non gli succedeva dal 2023), il primo quarto turno a livello slam dallo US Open 2024 e la semifinale nel deserto californiano senza cedere nemmeno un set.
Ora le sfide a Sinner e Alcaraz con nuove prospettive
Questi risultati hanno ovviamente ridato fiducia a due dei migliori giocatori del circuito, che ora appaiono non più soffrire il sorpasso e la superiorità di Sinner e Alcaraz, ma galvanizzati dalla possibilità di misurarsi – e magari battere – i due fenomeni attuali del tennis per mandare un messaggio al circuito intero.
Jannik e Carlos partono certamente favoriti anche per via degli scontri diretti, ma da oltre un anno a questa parte questa è certamente la miglior chance per Zverev e Medvedev di battere i due dominatori del tennis maschile e dimostrare di essere ancora loro i principali rivali di Sinner e Alcaraz, e magari prendersi anche una piccola rivincita dopo essere stati scavalcati così facilmente con il declino dei Big3.
Occhio Sinner e Alcaraz: non solo Zverev e Medvedev, dietro crescono tutti
La crescita di Zverev e Medvedev non è però un caso isolato nel circuito. Dietro a Sinner e Alcaraz vari giocatori sembrano aver alzato il proprio livello nel tentativo di avvicinarsi ai primi due della classifica e magari ricoprire il ruolo di terzo incomodo in questa rivalità finora altamente esclusiva.
Una tendenza che attraversa varie generazioni, a partire da Novak Djokovic, tornato a disputare una finale slam all’Australian Open dopo quella di Wimbledon 2024 grazie al successo su Sinner (certamente non al meglio, ma comunque superiore a praticamente chiunque altro) in semifinale, che ha rappresentato il suo primo trionfo contro uno tra Jannik e Carlos da quella contro Alcaraz sempre all’AO ma nel 2025.
Dietro ci sono poi i coetanei di Sinner e Alcaraz come Lorenzo Musetti, che all’Australian Open ha espresso un livello di tennis altissimo, certamente il suo migliore di sempre sul cemento, e Jack Draper, che l’anno scorso era visto come il giocatore più vicino a Jannik e Carlos per livello e che finalmente tornato a competere dopo l’infortunio.
Per ultimi ci sono invece i giovani in rampa di lancio come Joao Fonseca, che contro Sinner a Indian Wells ha impressionato e mostrato lacune colmatili con l’esperienza, Learner Tien, che al netto della sconfitta con Jannik continua a mostrare importanti progressi, e Jakub Mensik, ancora un po’ acerbo certamente, ma forse tra i pochi a non temere un confronto contro i primi due del ranking. Insomma, Sinner e Alcaraz rimangono un passo avanti a tutti, ma per tenere questo vantaggio a lungo dovranno certamente continuare a migliorare, cosa che per inciso non hanno mai smesso di fare.
