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Zverev, a Parigi la grande occasione Slam: "Sinner, Alcaraz e Djokovic fuori? Penso a una cosa soltanto"

Clima da "ora o mai più" e pressione enorme sulle spalle di Sascha: "Ho spento il telefono a inizio torneo, ma lo faccio sempre e non soltanto in questa circostanza".

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

C’è chi già lo paragona a Steven Bradbury, il mitico pattinatore australiano capace di laurearsi campione olimpico nel 1998 a Nagano, più che per meriti propri, per disgrazie altrui. In effetti, al Roland Garros gli avversari più temibili per Sascha Zverev si sono di fatto auto-eliminati. Carlos Alcaraz non ha proprio preso parte al torneo a causa dell’infortunio al polso, Jannik Sinner è rimasto vittima dell’ormai arcinota “crisi” contro Juan Manuel Cerundolo, Novak Djokovic è stato messo ko dall’astro nascente Joao Fonseca. Vita facile, dunque, per il tedesco? Di certo c’è che adesso Zverev deve convivere con una pressione enorme.

La maledizione di Zverev: non ha mai vinto uno Slam

Sascha, probabilmente, è il giocatore più forte della storia del tennis a non avev mai vinto uno Slam. Sembra esserci un sortilegio che gli impedisce di trionfare in uno dei tornei Major. Tre volte ha raggiunto la finale e non è mai riuscito a spuntarla. Una volta agli US Open contro Dominic Thiem si trovò a servire sul 5-3 nel quinto set e riuscì a perdere l’incontro. Un’altra volta, proprio a Parigi, era avanti due set a uno contro Carlos Alcaraz, prima di dissolversi nel momento decisivo. Solo contro Jannik Sinner nel 2025 agli Australian Open ha perso in modo netto, in appena tre set.

Ora o mai più per Sascha: quando gli ricapita questa chance?

Tutta la pressione del mondo, insomma, sembra essere sulle spalle larghe del tedescone di Amburgo, tifosissimo del Bayern Monaco. Un clima da “ora o mai più”: quando potrà ricapitargli, infatti, una chance del genere? Con tutti i rivali più insidiosi fuori, gli ostacoli più alti – in teoria – si chiamano Rafa Jodar, Joao Fonseca e – probabilmente – Felix Auger-Aliassime. Persino il suo tallone d’Achille recente, gli italiani, sono tutti dall’altra parte del tabellone. Dunque, Zverev sembra avere la strada spianata. Ogni volta che si è trovato in situazioni del genere, però, Sascha s’è puntualmente smarrito. Cos’ha fatto stavolta per esorcizzare tensioni e aspettative?

Lo stratagemma di Zverev: “Pressione? Non frequento i social”

“Io favorito? Ripeto quanto detto due giorni fa: penso soltanto a una cosa, a concentrarmi sulla prossima partita“, ha assicurato Zverev dopo la vittoria agli ottavi sul lucky loser Jesper de Jong. “È l’unica cosa che posso controllare, penserò a Jodar sperando di giocare un’altra buona partita. È la mia unica preoccupazione in questo momento. Jannik, Carlos e Nole fuori? Ho spento il telefono, ma l’ho fatto anche in questi sette anni durante gli Slam. Non frequento i social media ora. Sto gestendo bene la situazione e farò il possibile per continuare su questa strada”. Provando a spezzare finalmente l’incantesimo che lo vuole mai vincitore in uno dei tornei che più contano.

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