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Euro 2004, Italia eliminata dal "biscottone" e da Ibrahimovic

Indimenticabile per gli azzurri il 2-2 tra Svezia e Danimarca che costò l'addio ai gironi.

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Euro 2004, Italia eliminata dal "biscottone" e da Ibrahimovic Fonte: Getty Images

L’Europeo del 2004 in Portogallo è sicuramente uno dei più indimenticabili di sempre, grazie alla vittoria della Grecia contro i padroni di casa guidati da Figo e da un giovanissimo Cristiano Ronaldo. Impossibile da scordare anche per gli azzurri, che hanno avuto modo di conoscere Ibrahimovic e sono stati eliminati dal “biscottone” tra Svezia e Danimarca. Un dolcetto con tanto di scherzetto, mai realmente digerito.

Nell’ultima partita del girone, l’Italia riesce a battere la Bulgaria grazie a Cassano ma nell’altro match arriva il risultato che mette d’accordo Svezia e Danimarca: il 2-2. Giorni prima, Gattuso dichiara alla Gazzetta dello Sport che avrebbe voluto 50 telecamere a sorvegliare la sfida, mentre Del Piero smorza gli animi: “Il 2-2 sarebbe sporco, sarebbe indecoroso e non è neanche così facile da combinare. Per me è impensabile. Finirà che noi si vince e loro faranno 0-0”. Non andrà così, purtroppo. Il ct danese Morten Olsen invece, stanco delle polemiche, ammette ironicamente prima della partita: “Ma è ovvio che ci metteremo d’accordo”. Altro che ironico.

Un mese dopo quel 22 giugno 2004, ad alimentare la rabbia degli azzurri ci pensa il quotidiano svedese Offside, che rivela delle conversazioni tra lo svedese Erik Edman e il danese Niclas Jensen. Il primo avrebbe detto: “Pensi che dovremmo fare un bel 2 a 2?”. E il secondo: “Sì, forse potremmo”. Ancora Edman: “Allora fateci fare gol per primi”. Poi Jensen si allontana, ridendo. 

L’Italia avrà modo anche di conoscere da vicino Zlatan Ibrahimovic, che nell’estate del 2004 vestirà poi la maglia della Juventus dopo il gol di tacco segnato a Buffon all’Europeo. Un pareggio per 1-1 che ha complicato il cammino degli azzurri, vittime poi del “biscottone” che però lo stesso Ibrahimovic ha sempre negato: “La verità è che ci siamo giocati la partita a viso aperto ed è uscito un 2-2. Non è stata una partita combinata prima, anche perché non avrei potuto permettere una cosa del genere: è assolutamente contro i miei principi, chi mi conosce lo sa. Poi è ovvio che dopo la partita ci sono state tante parole, ma appunto restano tali, scuse o alibi per giustificare un’eliminazione”.

La verità non si è mai saputa ovviamente, resta il rammarico per un’eliminazione inaspettata, riscattata però solo 2 anni dopo nel 2006 a Berlino con la vittoria della Cappa del mondo. Questa, seppur bellissima, è però un’altra storia.

 

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