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Vanessa Bryant oltre il lutto: l'impegno civile per Kobe e Gianna

La vedova del campione,Vanessa, ha scritto al Congresso per sostenere l'approvazione del provvedimento per la sicurezza in elicottero

Per Vanessa Bryant le prove da sostenere non sono che all’inizio. Ne era e ne è perfettamente consapevole, quando intraprese la via della giustizia e della ricerca della verità per sé, per Kobe e per le loro figlie. Il tempo del lutto non ha un suo ciclo definito, appartiene solo a chi lo vive. E’ una proprietà esclusiva, con tutti gli annessi e connessi come Vanessa ha spiegato nei comunicati pubblicati attraverso i suoi profili ufficiali.

Nella giornata di giovedì, si è aggiunto un importante passaggio alla possibilità che quanto avvenuto alla sua famiglia e che ha segnato tutte le persone coinvolte in quel terribile incidente in elicottero non risulti circoscritto alle battaglie legali che si stanno consumando e che ne verranno.

Vanessa desidera dare un senso in più a questa sofferenza incolmabile e ha deciso di fare quanto le sarà possibile e oltre perché il provvedimento che porta il nome di Kobe Bryant e di sua figlia Gianna si traduca in legge.

Il provvedimento per la sicurezza in elicottero: l’appello di Vanessa Bryant

Il “Kobe and Gianna Bryant Helicopter Safety Act”, è un provvedimento presentato al Congresso degli Stati Uniti con la finalità di migliorare le condizioni di sicurezza per gli spostamenti in elicottero. Perché dopo quel 26 gennaio, quella domenica mattina che sarebbe dovuta essere di festa e di sport, altro si è insinuato nelle loro vite.

Una proposta di legge sul tema era stata già presentata a gennaio. Ma i Democratici che controllano la Camera ne ha riproposto una versione emendata, a cui la famiglia Bryant ha già dato un supporto. L’appello di Vanessa, 37 anni, è nettissimo: “Mi rivolgo al Congresso degli Stati Uniti chiedendogli di approvare questa legge federale che migliorerà sensibilmente la sicurezza dei viaggi in elicottero – ha detto Vanessa in un comunicato -. Penso che Kobe e Gianna sarebbero ancora vivi se il loro elicottero fosse stato equipaggiato con gli strumenti che questa legge renderebbe obbligatori”.

Il provvedimento impone a tutti gli elicotteri certificati al trasporto di più di 6 persone di essere dotati di un sistema di bordo che ha lo scopo di prevenire impatti accidentali col terreno, uno strumento che registi i dati di volo e uno che registri tutto quello che viene detto all’interno dell’abitacolo. “Credo che questo provvedimento salverebbe molte vite – ha reso noro Vanessa -. Sarebbe un tributo fantastico alla memoria di Kobe e Gianna se davvero portasse il loro nome”.

Vanessa Bryant e le famiglie delle vittime contro la Island Express

La vedova di Kobe Bryant sta tentando di crescere le sue tre figlie con la tenacia e l’amore dimostrati, ma non senza chiedere quanto dovuto. La conclusione dell’indagine su quel drammatico schianto in California è prevista entro la fine del 2020. Vanessa e le famiglie delle altre vittime hanno intanto citato la Island Express per negligenza, chiedendo un risarcimento danni.

VIRGILIO SPORT | 19-06-2020 17:17

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