Non sarebbero bastate due ore a testa per esaurire tutti i dubbi, le riflessioni e gli interrogativi riguardanti il compito del ct e dell’Advisor Senior o dt che si voglia, figuriamoci mezzora a testa. La conferenza di Mancini e Ranieri di sicuro non è riuscita a soddisfare tutti e lascia inevase alcune problematiche ma forse era inevitabile. Dopo un mese in apnea da quando è stato eletto il nuovo presidente federale e quattro con l’Italia che non aveva un allenatore almeno un passo avanti è stato fatto. Cosa ci ha detto la conferenza di ieri e cosa va ancora chiarito.
Il ruolo di Ranieri
Nel comprensibile entusiasmo da parte dei protagonisti, Malagò in primis che è riuscito con fatica a togliere il primo dente cariato a questa Nazionale, sia pur non senza polemiche, non è ancora apparsa del tutto chiara la carica di Claudio Ranieri. Direttore tecnico? Advisor senior? Uomo immagine? Parafulmine? Nè lui è stato particolarmente esplicito sul compito che lo aspetta. Troppo vago parlare di “far innamorare la gente del calcio e riportare i bambini come mia nipote di 12 anni a vedere la nazionale ai Mondiali”. Se ci fosse una formula per far innamorare qualcuno l’umanità esulterebbe ma non c’è. E nel calcio a volte non bastano neanche i risultati – che restano però fondamentali – ad ottenere lo scopo.
Quanto costa giocare a calcio
Occuparsi di quel che non è il campo è un concetto che più astratto non si può. Viene alla mente un estratto del libro di Luciano De Crescenzo “Così parlò Bellavista” quando l’autore prova a raccontare alla madre il suo nuovo incarico alle pubbliche relazioni all’IBM. La mamma chiede: “Famme capì, tu la mattina alle 9 apri il negozio e che fai?“, e lui: “Non devo aprire un negozio, quando vedo un cliente sono gentile e cortese, devo offrire un caffè”. “Uh Gesù e quanti caffè devi prendere al giorno?”. Ecco, Ranieri ci dica: la mattina alle 9 in cosa consisterà il suo lavoro? Dovrà offrire caffè a politici, presidenti di club, procuratori perchè stiano sempre al posto loro?
E come pensa davvero di influire sui costi di chi vuol giocare a calcio? Atteso che sia davvero quello il vero problema del mondo del pallone ed è lecito dubitarne: basta un pallone e un marciapiede, non servono gli strumenti costosi di chi fa sci o tennis o altri sport davvero elitari e che nonostante questo stanno portando successi su successi. Singolare anche la gaffe su Boniek. L’avvocato lo chiamava “bello di notte” non certo perchè giocava solo nelle coppe e in campionato lasciava il posto ai giocatori italiani bensì perchè sembrava impegnarsi più in Europa.
Più esaustive le parole di Mancini, è apparso spontaneo il suo entusiasmo nel ritrovare la “donna della vita” che si era lasciato sfuggire, tenero e commovente nel sogno di rimanere anche più di 4-5 anni sulla panchina azzurra, quasi sognatore nel proiettarsi già ai Mondiali e per di più con la convinzione di poter svolgere un ruolo da protagonista ma sul come raggiungere questi obiettivi non ha detto granchè. Ha praticamente ammesso che mancano veri leader, ha fatto capire che non si farà scrupoli nel naturalizzare chiunque abbia qualche percentuale di sangue italiano – adducendo esempi oggettivamente incontrovertibili di altre nazionali – ma sui pochi nomi fatti siamo fermi a Kean, Zaniolo e Pio Esposito. Tutta gente che già c’era anche prima e che non è bastata ai suoi predecessori. Il modulo poi magari non sarà la prima cosa da chiedere ma se hai Palestra e Dimarco esterni come due dei titolarissimi davvero è meglio tornare alla difesa a 4?
Il rapporto tra ct e dt
Sul rapporto che ci sarà tra Mancini e Ranieri anche è lecita qualche curiosità. Maldini non era un allenatore (anche se forse avrebbe messo becco eccome nelle convocazioni) ma Ranieri lo è stato fino a poco fa, sarà facile la convivenza quando le cose andranno meno bene? E inoltre intende promuovere qualche ragazzo dell’Under 21 di Baldini? E sì chi e come? Sicuramente ci sarà tempo e modo per sciogliere i dubbi rimasti appesi, aspettando le prime convocazioni e le prime (difficili) partite di Nations League. Meno tempo invece c’è per capire quali altre figure dovranno entrare nel club Italia, da Zola ad altri possibili nomi che circolano. Prima si definisce la famiglia e meglio è. Con ruoli chiari e competenze precise.