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Paralimpiade, gli atleti russi: "Contraddetti principi fondamentali"

Pancalli: "La situazione si e' capovolta in quattordici ore, questa scelta e' stata l'unica possibile per salvare i Giochi".

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Paralimpiade, gli atleti russi: "Contraddetti principi fondamentali" Fonte: Getty Images

La guerra in Ucraina ha portato all’esclusione dei paralimpici russi dai Giochi, una scelta che è stata molto contestata dal comitato paralimpico russo (Rpc): “Il comitato paralimpico russo ritiene che la decisione del Comitato paralimpico internazionale del 3 marzo sia del tutto infondata, in quanto contraddice ovviamente uno dei principi fondamentali della famiglia paralimpica: la natura apolitica dello sport per disabili”.

“Con questa decisione i colpevoli degli attuali conflitti politici pare siano l’RPC e gli atleti paralimpici russi, quando, non solo non è stato fatto nulla che potesse in alcun modo venire interpretato come una partecipazione alle attuali complicazioni politiche, ma, al contrario, in piena conformità con la decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS), sono state rimosse dal direttivo del RPC tutte le figure che potessero avere o aver avuto un qualsiasi legame con le strutture politiche”, conclude la nota.

Una scelta inevitabile per Luca Pancalli, presidente del comitato paralimpico internazionale: “La situazione si e’ capovolta in quattordici ore, questa scelta e’ stata l’unica possibile per salvare i Giochi. La scelta iniziale, con un percorso che ho condiviso dall’inizio, era stata quella di dividere il popolo dei paralimpici facendo svanire di fatto i comitati russo e bielorusso, con atleti in gara come neutrali. Pensavamo potesse essere una soluzione, in virtu’ dei valori dello sport e anche condividendo gli appelli del presidente ucraino Zelensky che dalle prime ore invita a distinguere tra il popolo russo e l’azione del governo di Mosca. Auspicavamo che questa soluzione potesse essere accettata”.

Per Pancalli non è stato facile gestire la situazione: “Si e’ capovolto il fronte: la guerra in un batter d’occhio e’ arrivata fin qui a Pechino. Molte delegazioni hanno ricevuto indicazioni dai governi, la scelta e’ stata necessaria per evitare che i Giochi non si svolgessero. La situazione si era fatta pesante: il rischio era anche di non tenere a bada la temperatura del clima nel villaggio atleti, dove convivono ucraini, russi, bielorussi. Quanto all’Italia non abbiamo ricevuto alcun tipo di pressione dal nostro Governo – ha concluso Pancalli a Sky – Sono in contatto costante con il sottosegretario, Valentina Vezzali, nel rispetto della nostra autonomia”.

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