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Su cori razzisti c'è chi dice: E Milano in fiamme non vale?

Anche il presidente della Figc interviene sdegnato sulla questione

La risposta dopo la sosta. Ancelotti in queste settimane aveva ribadito l’idea di sospendere le partite in caso di offese pesanti dagli spalti ed ecco che proprio ieri, alla ripresa del campionato, la parte più stupida delle tifoserie ha fatto capire come la pensava. Sia in Udinese-Roma che in Juve-Spal si sono levati cori discriminatori nei confronti di Napoli e dei napoletani, al punto che anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina è dovuto intervenire: “Il ripetersi di cori con evidente riferimento alla discriminazione territoriale negli stadi italiani è un comportamento incivile che va condannato e contrastato con determinazione. Bisogna intensificare i programmi educativi che coinvolgono i tifosi e applicare rigorosamente le norme previste dal nostro ordinamento. A tal proposito ho sentito sia il presidente dell’Aia Nicchi che il designatore Rizzoli con i quali abbiamo condiviso tutte le valutazioni del caso”. Caso che ha avuto ovviamente una grande cassa di risonanza sui social. Maurizio Pistocchi è stato lapidario su twitter: “Anche oggi, a Udine e a Torino, c’era gente che non pensava a sostenere la propria squadra ma ad insultare Napoli e il Napoli. Se la FIGC non interviene con grande fermezza, è complice di questa vergogna #noracism”. Va giù pesante anche Ivan Zazzaroni. Il direttore del Corriere dello sport twitta: “Il coro “Vesuvio lavali col fuoco” quale inno di un calcio e di una passione che hanno perso valore e significato. Quarto mondo. Altro che Allevi!”.

LE REAZIONI – Le reazioni dei follower però non sono uniformi. Assieme a tanti che si associano allo sdegno, non pochi ricordano che nessuno può tirarsi fuori e scrivono: “Attendo lo stesso tweet al prossimo “Romano bastardo” o “Milano in fiamme” al ridente San Paolo..”, o anche, rivolto ai napoletani: “Voi fate le stesse identiche cose, se non peggio. Solo che le marachelle più grandi le fate FUORI dallo stadio, quindi nessuna multa, punibilità e sanzione perché manca la VISIBILITÀ. Le marachelle le fate come tutti gli altri. Non siete Santi, tranquillo. Anzi.”. E ancora: “L’unica misura valida sono punti di penalizzazione per la squadra i cui tifosi intonano cori razzisti o di discriminazione territoriale. Sempre che ci sia qualcuno disposto a far rispettare tali regole”. Infine una riflessione amara: “Quando un arbitro sospende una partita per cori razzisti viene radiato. Gli altri che fanno finta di non sentire fanno carriera. Questo è lo stato attuale dell’ipocrita, vergognoso, schifoso, squallido, degradato calcio italiano”.

SPORTEVAI | 25-11-2018 09:48

Su cori razzisti c'è chi dice: E Milano in fiamme non vale? Fonte: Ansa

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