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Tokyo 2020, la Polonia manda a casa sei nuotatori

Clamorosa gaffe della Federazione, che convoca erroneamente 23 atleti, quando il massimo era 17. Il presidente si scusa: "Sono molto amareggiato, capisco la loro rabbia".

Nemmeno il tempo di scendere dall’aereo, prendere posto nel Villaggio Olimpico e gustarsi quelle poche ore prima di dare tutto in vasca.

E’ l’amara sorte toccata a sei membri della squadra polacca di nuoto ai Giochi, a causa di un errore della loro Federazione, che ne ha selezionati troppi: rispediti a casa dopo un clamoroso dietrofront da cinema.

La Polonia aveva convocato 23 atleti , ma ha dovuto ridurli a 17 in base alle regole di qualificazione della Fina. I sei atleti esclusi hanno minacciato di intraprendere un’azione legale e hanno invitato Il presidente della Federazione polacca di nuoto (Pzp), Pawel Slominski, a dimettersi.

Lo stesso presidente si è scusato e ha detto di aver compreso la rabbia di coloro che sono tornati a casa: “Esprimo grande rammarico, tristezza e amarezza per la situazione – ha detto Slominski in una nota -. Non sarebbe dovuto succedere e la reazione dei nuotatori, le loro emozioni, l’attacco alla Federazione polacca di nuoto per me è comprensibile e giustificato”. Slominski ha aggiunto che l’errore è stato causato dal “desiderio di consentire a quanti più atleti e allenatori possibile di prendere parte ai Giochi”.

OMNISPORT | 20-07-2021 15:20

Tokyo 2020, la Polonia manda a casa sei nuotatori Fonte: Getty Images

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