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Caos piazza San Carlo: morta la donna rimasta paralizzata

A un anno e mezzo di distanza la tragedia accaduta durante la partita tra Real e Juventus si aggrava.

25-01-2019 11:55

Caos piazza San Carlo: morta la donna rimasta paralizzata Fonte: 123RF

A distanza di un anno e mezzo dai tragici eventi di piazza San Carlo a Torino, si aggrava il bilancio dell’assurda tragedia avvenuta durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

E’ morta Marisa Amato, la donna travolta mentre era a passeggio sotto i portici: era rimasta tetraplegica a causa delle ferite riportate per la calca scatenatasi durante il match, in cui rimasero ferite 1527 persone e perse la vita la tifosa juventina Erika Pioletti, 38 anni, dopo dodici giorni di agonia. Lo riporta l’Ansa.

Marisa, 65 anni, si è spenta all’ospedale Cto di Torino: era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione per il sopraggiungere di alcune complicazioni a seguito di un’infezione che aveva causato il peggioramento delle condizioni respiratorie. Alle ore 8 di venerdì il brusco peggioramento cardiovascolare ha causato la perdita della coscienza. La donna è deceduta poco dopo, assistita dai suoi familiari.

Alcune settimane fa l’ex juventino Claudio Marchisio con un post su Instagram aveva espresso il suo sostegno per la Onlus creata da Marisa e dalla sua famiglia: “Durante le feste si sente parlare spesso di generosità. A volte mi chiedo cosa significhi davvero essere generosi. Era il 3 giugno 2017, c’era la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid anche se il calcio questa volta non c’entra. Marisa insieme al marito stava passeggiando nei pressi di piazza San Carlo, quando all’improvviso una folla in preda al panico, in fuga dalla piazza, li ha investiti. A causa dei traumi subiti oggi Marisa è paralizzata. Credo che da un gioco del destino così crudele possano nascere sentimenti di rabbia, sfiducia e frustrazione, invece Marisa non solo non si è arresa ma ha deciso di fondare I Sogni di Nonna Marisa Onlus con l’obiettivo di aiutare persone che soffrono di disabilità motoria. In questo Natale, Marisa e la sua storia mi hanno regalato la miglior definizione di generosità che potessi aspettarmi”.

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